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Monte Bianco. Alla libertà serve la responsabilità

Salire sul versante francese del Monte Bianco è pericoloso. Vuoi mettere a rischio la tua vita? Paghi una cauzione di 15mila euro, ovvero il costo per i necessari soccorsi più quello per la eventuale sepoltura

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Vuoi mettere a rischio la tua vita? La collettività non paga per te. È la decisione, sicuramente di grande effetto anche simbolico, presa da un sindaco e relativa a chi vuole salire sul versante francese del Monte Bianco. Anzi, per la precisione (parole sue) «i pazzi candidati alla morte». Perché in queste settimane quel percorso è sconsigliato anche alle guide alpine, eppure qualche giorno fa alcuni turisti romeni si sono avventurati con pantaloncini e scarpe da ginnastica. E allora ecco l’idea: resta la libertà di ciascuno di fare ciò che vuole ma pagando una cauzione di 15mila euro, ovvero il costo per i necessari soccorsi più quello per la eventuale sepoltura. Il principio è chiaro: ognuno si assuma la responsabilità delle proprie scelte. Anche quella economica.

Un principio che potrebbe essere applicato anche altrove. Perché certo esiste la disgrazia, ma diverso è mettersi a salire d’estate in vetta a una montagna con le scarpe da tennis. Perché la collettività dovrebbe pagare una scelta così incosciente? Tra l’altro i turisti di cui sopra, fermati dalla Gendarmerie, hanno risposto agli agenti che il giorno dopo avrebbero tentato di nuovo la stessa impresa. Ora chi vorrà compierla sarà per lo meno costretto prima a farsi due conti in tasca. E sappiamo che alle volte non esiste deterrente migliore di quello economico. Quindi un doppio effetto positivo: i contribuenti risparmieranno e magari qualcuno per non dover pagare la cauzione ci penserà due volte prima di sfidare la sorte. Altro che scarpe da tennis.

 

Di Gaia Bottoni

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