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Stesse spiagge, stessi errori. Estate 2025 in difficoltà

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Il tema di questi giorni che ci porteranno verso il Ferragosto – il clou dell’estate – è diventato lo “svuotamento” delle spiagge italiane

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Stesse spiagge, stessi errori. Estate 2025 in difficoltà

Il tema di questi giorni che ci porteranno verso il Ferragosto – il clou dell’estate – è diventato lo “svuotamento” delle spiagge italiane

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Stesse spiagge, stessi errori. Estate 2025 in difficoltà

Il tema di questi giorni che ci porteranno verso il Ferragosto – il clou dell’estate – è diventato lo “svuotamento” delle spiagge italiane

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Il tema di questi giorni che ci porteranno verso il Ferragosto – il clou dell’estate – è diventato lo “svuotamento” delle spiagge italiane. Gli indicatori sono tutti mestamente preceduti dal segno meno e, comunque la si metta, la stagione sembra caratterizzata da una decisa flessione. Particolarmente marcata in località che solo un paio di stagioni or sono facevano urlare al miracolo, come il Salento.

Allo stesso tempo, alcune delle mete più gettonate e anche decisamente meno economiche mostrano delle percentuali di occupazione delle strutture alberghiere, delle spiagge e così via più che soddisfacenti. Quindi?

Un’estate fa lamentammo il rischio di aver tirato troppo la corda in zone relativamente di recente tradizione turistica di massa come il Salento (molti si arrabbiarono per il paragone con il successo albanese, allora considerato quasi un’offesa e oggi al più una logica premonizione). Nessuna particolare sorpresa, dunque, perché il giochino del tirare il collo al turista, offrendo servizi raffazzonati e puntando tutto su una bellezza da togliere il fiato dura lo spazio di una moda.

Terminata, si passa a quella successiva e così via. Che sia in Albania, in Croazia o in un altro lembo d’Italia. Non eravamo particolarmente bravi o intelligenti ad averlo scritto, al massimo razionali.

Poi, il dato di fatto più importante e decisivo: in Italia si sta allargando sempre più la forbice. Da anni.
Chi può, continua a potere e per certi aspetti può più di prima o almeno come prima. Molti possono meno e per periodi più brevi.
Magari non rinunciano alla vacanza che hanno sempre fatto e che vogliono continuare a fare, allora la riducono nella durata e in alcuni dei servizi a cui si rivolgono.

L’effetto, a quel punto, non può che essere quanto osservato in queste settimane e l’estate non la recuperi più. Anche perché, vecchio vizio del nostro Paese, fatichiamo ad andare a conquistare nuovi mercati. Fino a quando le cose non cominciano ad andare storte, tendiamo a ripetere il già visto. Amiamo la confort zone, che davanti ai fenomeni di cui sopra si tramuta in fretta in una trappola

di Fulvio Giuliani

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