Surreale incontro con i dinosauri
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Drammatiche confusioni. La notizia fa ridere, ma il sottofondo è tragico. Il 34% degli italiani crede che il primo uomo sia comparso sulla Terra al tempo dei dinosauri e il 13% dice di non saper rispondere a questa domanda. Questo 47%, cosa ha fatto a scuola? Ciò che manca è la curiosità.
Surreale incontro con i dinosauri
Drammatiche confusioni. La notizia fa ridere, ma il sottofondo è tragico. Il 34% degli italiani crede che il primo uomo sia comparso sulla Terra al tempo dei dinosauri e il 13% dice di non saper rispondere a questa domanda. Questo 47%, cosa ha fatto a scuola? Ciò che manca è la curiosità.
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Surreale incontro con i dinosauri
Drammatiche confusioni. La notizia fa ridere, ma il sottofondo è tragico. Il 34% degli italiani crede che il primo uomo sia comparso sulla Terra al tempo dei dinosauri e il 13% dice di non saper rispondere a questa domanda. Questo 47%, cosa ha fatto a scuola? Ciò che manca è la curiosità.
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AUTORE: Marco Sallustro
La notizia fa ridere, ma il sottofondo è tragico. Il 34% degli italiani, peggiori in Europa al pari dei rumeni, crede che il primo uomo sia comparso sulla faccia della Terra al tempo dei dinosauri. Avete letto bene: per un italiano su tre, i nostri progenitori si sarebbero trovati faccia a faccia con un Tirannosaurus Rex (scappando presumibilmente a gambe levate), oppure avrebbero conteso erba e frutti a brontosauri, stegosauri, etc.
Come se non bastasse, un fantasmagorico 13% non sa rispondere, colto dal dubbio se l’uomo sia comparso nel Triassico, sbagliando di appena 245 milioni di anni dal primo ominide. È facile fare dell’ironia giurassica, ma se il 47% degli italiani nutre convinzioni così sballate o atroci dubbi non possiamo girare la faccia dall’altra parte e prendercela con il destino cinico e baro.
Questo 47%, cosa ha fatto a scuola? Dopo essere uscito dal cinema e aver visto “Jurassic Park” di Spielberg, l’adolescente di allora e adulto di oggi una domanda in classe l’avrà fatta? Evidentemente no, perché possiamo pensare il peggio (noi non lo facciamo) degli insegnanti ma qui si esagera.
La conclusione più drammatica è che i nostri metodi di insegnamento, oltre che certificati nella bassa qualità dai test Invalsi e Pisa, non stimolano una delle molle fondamentali dell’umana conoscenza: la curiosità. Solo una totale assenza di quest’ultima, infatti, può aiutare a comprendere quella metà di italiani, più che ignorante, del tutto disinteressata a capire da dove veniamo. E non c’è niente da ridere.
di Marco Sallustro
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