Tutelare la presunzione d’innocenza
È stato stabilito, da un decreto legislativo, il divieto di presentare un indagato in un procedimento penale come colpevole. Per alcuni violerebbe la libertà d’informazione.
Tutelare la presunzione d’innocenza
È stato stabilito, da un decreto legislativo, il divieto di presentare un indagato in un procedimento penale come colpevole. Per alcuni violerebbe la libertà d’informazione.
Tutelare la presunzione d’innocenza
È stato stabilito, da un decreto legislativo, il divieto di presentare un indagato in un procedimento penale come colpevole. Per alcuni violerebbe la libertà d’informazione.
AUTORE: Jean Valjean
La logica della (presunzione di) innocenza. Fino a sentenza contraria. L’Italia, con un decreto legislativo approvato 48 ore fa dal Consiglio dei ministri, prova finalmente a dare attuazione a un principio che sta nella nostra Costituzione e che dovrebbe essere alla base delle democrazie liberali come loro fondamento.
Il principio stabilisce il divieto, per le autorità pubbliche, di presentare l’indagato o l’imputato in un procedimento penale come colpevole, prima che sia intervenuto un provvedimento definitivo di condanna. Con la previsione di sanzioni penali o disciplinari per chi violasse tale divieto.
Subito il dibattito pubblico italiano ha tirato in ballo il bavaglio alla libertà di informazione che questo principio violerebbe. Qui siamo ormai al mondo ribaltato. Presentare un indagato o un imputato come colpevole prima di una sua eventuale condanna, infatti, non è libertà di informazione ma barbarie. Il che apre una riflessione necessaria sul giornalismo nazionale che dagli anni di Mani Pulite e di Tangentopoli (ma anche prima, vedi il caso Tortora) ha fatto della cronaca giudiziaria delle indagini la narrazione manichea del Paese.
Con un piccolo sforzo noi giornalisti – fuor di corporazione – dovremmo riflettere sulla libertà di informazione, principio anch’esso liberale ma che non prevede la gogna a mezzo stampa (o di altri media) per chi è semplicemente indagato o imputato, magari essendo pure incensurato.
Non è difficile da comprendere, basta seguire la logica. Quella del diritto e della democrazia.
La Ragione è anche su WhatsApp. Entra nel nostro canale per non perderti nulla!
Leggi anche
Italia, cresce l’occupazione degli over 50
27 Aprile 2026
Entrate in un ufficio o in un’officina in Italia e guardate chi ci lavora: statisticamente attorno…
Tinder e l’amore: come le app di incontri rivoluzionano il rapporto di coppia
24 Aprile 2026
Il 65% degli utenti delle piattaforme di dating (Tinder e non solo) potrebbe essere già impegnato…
Lego e i segreti dell’impero dei mattoncini
24 Aprile 2026
Lego: dopo quasi un secolo di storia, di gioco, costruzione e ingegno, il marchio danese è diventa…
La Vespa compie 80 anni. Emblema di stile e libertà – IL VIDEO
23 Aprile 2026
Emblema senza età di stile, eleganza, praticità, libertà: la Vespa compie 80 anni, restando uno de…
Iscriviti alla newsletter de
La Ragione
Il meglio della settimana, scelto dalla redazione: articoli, video e podcast per rimanere sempre informato.