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Terza serata Sanremo 2024: Angelina Mango vince la serata. Ascolti da record

La lirica al Festival con il Coro della Fondazione Arena di Verona, Teresa Mannino, l’appello per la pace di Eros Ramazzotti e Russell Crowe nelle vesti di cantante
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Terza serata Sanremo 2024: Angelina Mango vince la serata. Ascolti da record

La lirica al Festival con il Coro della Fondazione Arena di Verona, Teresa Mannino, l’appello per la pace di Eros Ramazzotti e Russell Crowe nelle vesti di cantante
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Terza serata Sanremo 2024: Angelina Mango vince la serata. Ascolti da record

La lirica al Festival con il Coro della Fondazione Arena di Verona, Teresa Mannino, l’appello per la pace di Eros Ramazzotti e Russell Crowe nelle vesti di cantante
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La lirica al Festival con il Coro della Fondazione Arena di Verona, Teresa Mannino, l’appello per la pace di Eros Ramazzotti e Russell Crowe nelle vesti di cantante

Gli artisti presenti nella Top 5 della terza serata di Sanremo 2024:

  • Angelina Mango, “La noia”
  • Ghali, “Casa mia”
  • Alessandra Amoroso, “Fino a qui”
  • Il Tre, “Fragili”
  • Mr. Rain, “Due altalene”
Boom di ascolti per la terza serata del Festival di Sanremo “Il Gladiatore” Russell Crowe, l’ironia tagliente di Teresa Mannino, “Terra promessa” e l’appello per la pace di Eros Ramazzotti, il dramma delle morti sul lavoro raccontato da Paolo Jannacci e Stefano Massini, il monologo sul valore della cultura di Edoardo Leo, a cui si aggiunge la curiosità del pubblico dopo l’ormai celebre “caso John Travolta”: questi i principali fattori che hanno decretato un altro grandissimo successo per il Festival di Sanremo, seguito nella terza serata da ben 10.001.000 spettatori con il 60,1% di share, quasi un milione di spettatori in più del 2023. Il Coro della Fondazione Arena di Verona incanta l’Ariston con ‘Va pensiero’ di Giuseppe Verdi. “Una delle arie più famose della storia della musica”, così Amadeus presenta il coro diretto da Francesco Ommassini, davanti ai violinisti in platea. A fine esibizione il direttore artistico ricorda che “il canto lirico italiano è stato riconosciuto come patrimonio dell’umanità” e per celebrare questo riconoscimento “il 7 giugno si terrà all’arena di Verona in diretta su Rai1 il più grande evento d’opera mai realizzato al mondo: 150 professori orchestra e 300 artisti del coro nel centenario in cui si celebra la scomparsa di Puccini”. “Tutti i giornalisti sono qui, se succede qualcosa nel mondo non lo sapremo mai”. Il primo ingresso di Teresa Mannino è subito show. La comica, co-conduttrice della terza serata di Sanremo 2024, inizia con un ‘blocco’ causato dalle scale: “Sanremo si ama, Ama si ama, si amano tutti ma io non scendo, perché questa scale sono diverse da tutte le altre, con i pavimento a specchio: hai messo pure la cera?”, chiede ad Amadeus. “Queste non servono a niente, solo a terrorizzare, qui dietro c’è gente che prega, si affida alla Madonna. Poi il bello è che lui (Amadeus, ndr.) ti dice: è il momento più bello, quando ci sono 10 milioni di italiani che ci guardano. Tu dovevi fare lo psicologo!”, esclama tra le risate della platea dell’Ariston. “Scendo solo se me lo chiede il pubblico di Sanremo”, che subito invoca la sua discesa. “Ma mica così, mica è una riunione di condominio, dovete gridare: Te-re-sa Te-re-sa”, il pubblico la accontenta. Così lei si decide e chiede al maestro Adriano Pennino la musica giusta per scendere un gradino alla volta, ritmando ogni passo. Quando arriva sul palco balla con Amadeus fino ad un finale con casquet. “È dalle elementari che non faccio ginnastica”, è il commento finale di Teresa. “Certo, pensa a tutto il mondo, tutta l’Italia che vede Sanremo e chi vede? Noi due: a Sanremo più nasi che fiori. Giovanna – dice guardando la moglie di Amadeus seduta in prima fila – ce lo possiamo dare un bacio eschimese?”, prima di strusciare il naso contro quello di Amadeus. “Ora potete cominciare i commenti sui vestiti. Io guardo sempre Sanremo per dire: che brutto quel vestito! Poi, se è bello, però le sta male”, dice tra le risate della platea. “Ringrazio il mio stilista (Fausto Puglisi per Roberto Cavalli, ndr.), non faccio il nome che sennò succede un macello ma è lo stilista di Jennifer Lopez, Taylor Swift e Teresa Mannino. Ha iniziato a sua carriera con Whitney Houston e la finisce con me”, ride. “Questo vestito (pantaloni pigiama color panna, blusa con maniche a campana guarnita di piume e stivali comodi in tinta, ndr.) ce l’ha uguale Jennifer Lopez ma lei ci va a fare la spesa. Se vado io dal macellaio così, mi spenna e mi mette nel banco frigo”. Sul finale dell’intervento entra Il Volo che presenterà Mr Rain e lei si stende sulle braccia dei tre.   Il Festival si fa serio con l‘ingresso di Paolo Jannacci e Stefano Massini che, con il brano “L’uomo nel lampo”, decidono di portare sul palco un tema importante, quanto delicato come il dramma delle morti sul lavoro. “Questo è il festival della canzone italiana e  l’amore su questo palcoscenico è stato declinato in tutte le forme possibili ma c’è un amore di cui non si parla mai – esorta Massini –  ed è un amore invece fondamentale che è l’amore che dovremmo avere per i nostri diritti. A tutte le persone che ci stanno guardando, ho una parola molto bella da ricordare ed è la parola dignità”. Lo stesso Amadeus, chiosa: “Il lavoro è un diritto che non deve prevedere la morte e proteggere i lavoratori è un dovere”.  
Dopo quarant’anni torna sul palco dell’Ariston Eros Ramazzotti con la storica canzone “Terra Promessa”, pezzo col quale vinse il Festival di Sanremo per la categoria “Nuove Proposte” nel lontano 1984.  Tra i ricordi citati dal cantante che hanno definito la sua carriera, la firma con la Sony nel ’95 e il memorabile incontro con Tina Turner, la regina del rock’n roll, scomparsa nel maggio 2023. “Ho avuto tante tante altre esperienze bellissime ma di tutto questo io devo ringraziare Sanremo perché senza Sanremo forse avrei fatto un’altra strada ma da qui ho proprio iniziato”. Ma dell’intervento di Eros a commuovere è soprattutto il suo appello per la pace: “500 milioni di bambini che vivono in terre di conflitto e che non vedranno mai la terra promessa. Basta sangue, basta guerre”. Sulla polemica
Ospite attesissimo per questa puntata la star del cinema Russell Crowe. Dimenticate le vesti de “Il Gladiatore”, perché il suo ingresso sul palco più famoso della canzone italiana è stato caratterizzato proprio dalla musica. L’attore si è infatti esibito sul palco dell’Ariston insieme alla sua band con la canzone: “Let the light shine”. Amadeus ha poi annunciato le prossime date del tour di Crowe, che da giugno toccherà l’Italia. Ma il momento clou della performance avviene quando entra in scena Teresa Mannino, che l’attore saluta calorosamente. “Spesso le grandi star hanno un parente italiano. Abbiamo scoperto che ce l’hai anche tu”, gli dice la comica siciliana. “Anche se non hai un cognome che richiama l’Italia, come che so, Di Caprio…”. “O Travolta”, la interrompe lui. E guardando il pubblico scandisce il labiale: “What that fuck!” (‘Ma che caz..!’), con un chiaro riferimento alle polemiche sull’esibizione di John Travolta ieri sera all’Ariston. 
Senza dubbio il discorso che ha fatto riflettere è stato quello dell’attore Edoardo Leo, che attraverso l’arte della recitazione lancia un monito a tutti quelli che spesso hanno sminuito questa forma artistica, consacrandola a baluardo di principi fondamentali ed importanti come la democrazia, ma non solo: “Non è solo intrattenimento è cura e medicina, è un antinfiammatorio per l’anima”. Citando Mark Twain, aggiunge “l’umorismo è l’improvviso sposalizio di idee, pensateci, i comici sono simili al poeta. Dobbiamo tenerci cari i nostri artisti, i nostri commedianti che ci fanno ridere. Ridere è un segnale che mandiamo per dire non sono in pericolo. La salute democratica di un paese si vede da come tratta i propri artisti. La commedia è il racconto delle nostre vite. Ridere di noi è fare cultura“.
  TOP Coro della Fondazione Arena di Verona  Si dice sempre che si dovrebbe dare più spazio alla grande musica lirica, alla tradizione del nostro melodramma. Amadeus lo fa con il “Va’ pensiero” di Giuseppe Verdi intonato dal Coro della Fondazione Arena di Verona. Giusto e tutt’altro che fuori posto. Teresa Mannino Arriva e accende l’Ariston, tra risate ed energia. Ci voleva lei, un po’ mina vagante, per svegliare la serata. Russell Crowe E ci voleva Russell per portare un po’ di blues rock all’Ariston. E dire che non è il suo mestiere, e un pò si sente. Ma la super band che lo accompagna pareggia. Il carisma fa il resto . Angelina Mango Energia travolgente. Sale sul palco ed esplode in un ballo che è musicalità e divertimento. Neanche 23 anni, ma una personalità straripante. Che vinca o meno il futuro avrà anche il suo nome. FLOP Santi Francesi Clara li presenta e ricorda di aver diviso con loro l’esperienza di Sanremo Giovani. Di tutta risposta loro se ne escono con “Si, però tu l’hai vinto”. Qualcuno par rosicar. Sabrina Ferilli Non è una novità che la Rai sfrutti l’enorme palcoscenico sanremese per parlare della sua programmazione stagionale. Giusto. Però sarebbe anche cosa carina aggiungere qualcosa in più al momento in sé.   Di Federico Arduini e Claudia Burgio

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