Federmanager e Manageritalia tra rappresentanze coinvolte in Patto per il lavoro, il clima e l’economia sociale dell’Emilia-Romagna insieme a Cida
Bologna, 8 set. (Adnkron os/Labitalia) – Anche la rappresentanza dei manager e delle alte professionalità entra a far parte del Patto per il lavoro, il clima e l’economia sociale dell’Emilia-Romagna, sottoscritto l’8 settembre a Bologna alla presenza del presidente della Regione Michele de Pascale e del vicepresidente Vincenzo Colla. Federmanager e Manageritalia partecipano al Patto attraverso Cida-Confederazione italiana dei dirigenti e delle alte professionalità, della quale sono Confederate e che figura tra i firmatari del documento. Il nuovo Patto aggiorna il percorso avviato dalla Regione Emilia-Romagna nel 2015 con il primo Patto per il Lavoro e proseguito nel 2020 con il Patto per il lavoro e per il clima. L’obiettivo resta quello di generare nuovo sviluppo sostenibile, nuovo lavoro e nuove imprese di qualità, accompagnando l’Emilia-Romagna nella transizione ecologica e digitale e riducendo le fratture economiche, sociali, ambientali e territoriali. A questo si affianca oggi una maggiore attenzione all’economia sociale, con l’intento di mettere sempre più al centro dello sviluppo le persone, i territori e le comunità.
Tra le priorità individuate figurano la tutela e il rafforzamento della vocazione manifatturiera dell’Emilia-Romagna, la competitività delle filiere produttive, gli investimenti in ricerca e innovazione, lo sviluppo delle competenze, l’attrazione e la valorizzazione dei talenti e delle alte professionalità, insieme alla transizione digitale ed ecologica e all’utilizzo responsabile delle nuove tecnologie e dell’intelligenza artificiale. Il Patto definisce inoltre un metodo stabile di confronto tra Regione, istituzioni e rappresentanze economiche e sociali. Non soltanto un documento programmatico, dunque, ma una sede nella quale i firmatari saranno chiamati a confrontarsi sulle principali scelte strategiche e a contribuire, nel tempo, alla loro attuazione e al monitoraggio dei risultati.
“Le grandi trasformazioni che stiamo vivendo – sottolinea Valter Quercioli, presidente di Federmanager – non si governano soltanto con nuovi investimenti e nuove tecnologie: richiedono competenze, visione e capacità di assumere decisioni e tradurle in risultati. Il Patto riconosce la centralità del capitale umano, dell’innovazione e della qualità del lavoro: sono temi sui quali la managerialità può offrire un contributo determinante. Il valore di una strategia si misura però soprattutto nella sua capacità di diventare azione. Come Federmanager siamo pronti a mettere le nostre competenze a disposizione di questo percorso, contribuendo a governare il cambiamento e a coniugare competitività, sostenibilità e coesione sociale. Il metodo del confronto tra istituzioni, imprese, lavoro e corpi intermedi rappresenta inoltre una condizione importante per affrontare trasformazioni che richiedono responsabilità condivise e una visione di lungo periodo”.
“Per Federmanager – dichiara Massimo Melega, presidente di Federmanager Emilia Romagna – è motivo di particolare soddisfazione vedere finalmente rappresentato, attraverso Cida, anche il mondo manageriale all’interno di questo importante luogo di confronto regionale. E’ un risultato che abbiamo perseguito a lungo, nella convinzione che le competenze dei manager possano dare un contributo significativo alla costruzione delle politiche per lo sviluppo del territorio. Condividiamo l’impostazione di fondo del Patto: competitività, innovazione, sostenibilità e coesione sociale sono dimensioni che oggi devono necessariamente procedere insieme. Federmanager è pronta a mettere a disposizione della Regione e degli altri soggetti coinvolti l’esperienza, le competenze e la capacità progettuale dei manager, contribuendo in modo concreto al confronto e alla realizzazione degli obiettivi individuati”.
“La firma di questo Patto – sottolinea Cristina Mezzanotte, presidente Manageritalia Emilia-Romagna – conferma la capacità dell’Emilia-Romagna di costruire il proprio futuro attraverso il confronto e la partecipazione delle diverse componenti della società e dell’economia. Come rappresentanza dei manager e delle alte professionalità vogliamo contribuire mettendo a disposizione competenze, capacità manageriali e cultura dell’innovazione. Attraverso le persone a noi associate ci poniamo l’obiettivo di garantire a tutti i diritti fondamentali e parità di accesso ai beni pubblici, contrastando le disuguaglianze territoriali, economiche, sociali, di genere e generazionali che indeboliscono la coesione e ostacolano lo sviluppo equo e sostenibile della comunità regionale”.
Una disponibilità che trova un riferimento preciso nello stesso Patto, che assegna un ruolo centrale al capitale umano e individua nella presenza di competenze qualificate una condizione indispensabile per trasformare gli investimenti tecnologici in produttività, crescita e benessere. Un tema particolarmente rilevante in una fase nella quale le imprese sono chiamate a governare contemporaneamente transizione digitale ed ecologica, innovazione tecnologica, intelligenza artificiale, evoluzione dei modelli organizzativi e crescente necessità di attrarre e trattenere professionalità qualificate. L’ingresso di Cida tra i firmatari consentirà quindi alla rappresentanza dei dirigenti e delle alte professionalità di partecipare al confronto sulle politiche e sulle strategie destinate ad accompagnare nei prossimi anni lo sviluppo economico, sociale e ambientale dell’Emilia-Romagna.
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