Ica Day, a Palermo confronto su innovazione, investimenti e governance infezioni
Roma, 10 set. (Adnkronos Salute) – Innovazione tecnologica, investimenti e una governance più efficace del rischio infettivo sono stati al centro dell’Ica Day, che si è svolto oggi al Teatro Politeama Garibaldi di Palermo. L’iniziativa ha riunito rappresentanti delle istituzioni, professionisti sanitari, società scientifiche, università, enti di ricerca, imprese, startup innovative e stakeholder del sistema sanitario, con l’obiettivo di individuare strategie e soluzioni concrete per rafforzare la prevenzione delle infezioni correlate all’assistenza (Ica). L’innovazione ha fatto da filo conduttore dell’intera giornata – informa una nota – non come tecnologia fine a sé stessa, ma come strumento per rafforzare la sicurezza delle cure e migliorare la gestione del rischio infettivo. Particolare attenzione è stata dedicata all’intelligenza artificiale, alla telemedicina, ai sistemi interoperabili, ai dispositivi medici e alle piattaforme digitali, strumenti individuati come possibili supporti alle decisioni cliniche e organizzative, alla sorveglianza epidemiologica e alla governance del rischio. Parallelamente, il tema è stato affrontato anche nella prospettiva dello sviluppo del sistema produttivo, della ricerca industriale, del trasferimento tecnologico e della crescita dell’ecosistema delle tecnologie sanitarie.
Il confronto ha evidenziato come la prevenzione delle Ica richieda un approccio capace di tenere insieme organizzazione, competenze professionali, dati, innovazione tecnologica e investimenti, intervenendo lungo tutto il percorso assistenziale e favorendo una maggiore integrazione tra ospedale e territorio. Le Ica, infatti, “rappresentano una delle principali sfide per la sicurezza delle cure e per la sostenibilità del Servizio sanitario nazionale – continua la nota – con ricadute cliniche, organizzative, economiche e medico-legali”. La crescente diffusione dell’antimicrobico-resistenza, l’evoluzione dei modelli assistenziali e il rafforzamento della sanità territoriale rendono necessario un “approccio integrato, fondato sull’innovazione tecnologica, su adeguati investimenti e su una governance efficace del rischio infettivo” lungo l’intero percorso assistenziale.
“Abbiamo voluto che l’Ica Day fosse un momento capace di andare oltre il tradizionale confronto congressuale e di trasformarsi in un vero laboratorio di co-progettazione”, spiega Alberto Firenze, direttore generale dell’Azienda sanitaria provinciale di Palermo. “Le infezioni correlate all’assistenza rappresentano una sfida complessa, che non può essere affrontata da un solo attore né con un unico strumento: servono competenze diverse, una maggiore capacità di condividere dati e conoscenze, investimenti e una forte apertura all’innovazione. Con l’Hackathon abbiamo voluto fare un passo ulteriore, chiedendo ai professionisti, alle istituzioni, alla ricerca e alle imprese di lavorare insieme per costruire soluzioni concrete, sostenibili e replicabili. L’obiettivo finale è uno solo: fare della prevenzione del rischio infettivo una componente sempre più strutturale della sicurezza delle cure”.
La giornata, che si è aperta con i saluti istituzionali di Orazio Schillaci, ministro della Salute, ha visto, nella sessione plenaria, numerosi interventi da parte dei relatori provenienti da tutta Italia, che, dopo la lectio magistralis di Caterina Rizzo, professore ordinario di Igiene e medicina preventiva dell’Università di Pisa, hanno affrontato il tema della prevenzione del rischio infettivo attraverso 2 tavole rotonde. La prima, dedicata ai modelli organizzativi, alle nuove produzioni e alle tecnologie sanitarie per la prevenzione del rischio infettivo nei percorsi ospedale-territorio, ha visto il coinvolgimento di rappresentanti del mondo sanitario, dell’ospedalità pubblica e privata, delle istituzioni e dell’industria. La seconda, dedicata alla gestione clinica e alle pratiche assistenziali nella prevenzione del rischio infettivo, ha approfondito, insieme a rappresentanti di diverse discipline mediche e professioni sanitarie, la sicurezza delle cure, le pratiche di prevenzione e il ruolo dei professionisti nella gestione del rischio infettivo.
Uno degli elementi caratterizzanti dell’Ica Day è stato l’Hackathon multidisciplinare, che ha trasformato il confronto della mattinata in un momento di progettazione concreta. Professionisti sanitari, clinical risk manager, ricercatori, rappresentanti delle istituzioni, imprese, startup e università hanno lavorato alla definizione di soluzioni concrete, sostenibili e replicabili, con l’obiettivo di rafforzare la prevenzione delle Ica nei diversi setting assistenziali. Il lavoro ha consentito di trasformare le competenze e le prospettive messe in campo durante l’evento in proposte operative, capaci di contribuire al rafforzamento della prevenzione delle Ica e ai processi di innovazione del Ssn.
I partecipanti sono stati suddivisi in 8 tavoli tematici dedicati ai principali ambiti di intervento: continuità assistenziale ospedale-territorio; sorveglianza epidemiologica e utilizzo dei dati; formazione e cultura della sicurezza; investimenti, innovazione digitale, interoperabilità e Ia; clinical governance e gestione del rischio infettivo; antimicrobial stewardship e contrasto all’antimicrobico-resistenza; vaccinazioni e strategie integrate di prevenzione; gestione del ciclo dei rifiuti sanitari e sicurezza ambientale secondo una prospettiva One Health.
L’Ica Day ha messo così attorno allo stesso tavolo gli attori chiamati a contribuire alla gestione del rischio infettivo, promuovendo un confronto che ha spaziato dalla prevenzione clinica alla governance, dall’organizzazione dei servizi all’innovazione tecnologica, dalla formazione all’utilizzo dei dati. Il lavoro sviluppato nel corso della giornata ha posto le basi per un approccio sempre più integrato alle Ica, nel quale prevenzione, innovazione, investimenti e responsabilità condivisa possano concorrere a rafforzare la sicurezza delle cure e la sostenibilità del sistema sanitario.
A conclusione dei lavori, il vicepresidente della Camera dei deputati, onorevole Giorgio Mulè, ha ribadito come l’attività del decisore debba consistere nel proporre e mettere in pratica le migliori pratiche emerse nel corso della giornata, che interpretano la necessità di prevenire il rischio infettivo. “La sfida per la sanità siciliana – evidenzia Marcello Caruso, assessore alla Salute della Regione Siciliana – è riuscire a trasformare la prevenzione del rischio infettivo in un processo sempre più integrato, misurabile e sostenibile. Questo significa rafforzare la sorveglianza e l’utilizzo dei dati, investire nella formazione e nella cultura della sicurezza e, allo stesso tempo, favorire l’accesso a tecnologie e strumenti innovativi che possano supportare concretamente il lavoro dei professionisti. È inoltre necessario superare una visione frammentata dell’assistenza e rafforzare la continuità tra ospedale e territorio, perché la prevenzione delle Ica deve accompagnare il paziente lungo tutto il percorso di cura. L’Ica Day – conclude – rappresenta un’occasione importante per mettere a confronto esperienze e competenze e individuare soluzioni che possano essere concretamente applicate nel nostro sistema sanitario”.
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