Nel suo intervento a Davos, in occasione del World Economic Forum, Donald Trump esordisce dichiarando al pubblico: “Sono felice di tornare qui Davos per incontrare tanti amici e qualche nemico”.
Il presidente degli Stati Uniti ha poi attaccato la politica migratoria dell’Unione europea: “L’Europa non controlla più l’immigrazione, alcune aree non si riconoscono più. Amo l’Europa ma non sta andando nella giusta direzione”.
Nel corso del suo intervento, Trump ha nuovamente celebrato i presunti meriti della sua amministrazione: “Gli Usa sono il motore economico del pianeta e si avviano verso una crescita mai vista prima, probabilmente mai vista prima in alcun Paese. Dopo un anno della mia presidenza l’economia Usa è in pieno boom. Praticamente non c’è inflazione e i confini sono impenetrabili”.
Trump rivendica il blitz del 3 gennaio contro Maduro: “Il Venezuela sta facendo fantasticamente bene, in sei mesi guadagnerà più di quello che ha guadagnato in 20 anni”. Lo ha detto Donald Trump affermando che la nuova leadership venezuelana coopera con gli Stati Uniti: “una volta finito l’attacco hanno detto facciamo un accordo”.
Ritorna, prevedibilmente, lo spinoso tema della Groenlandia: “Dopo la Seconda Guerra Mondiale” dichiara Trump “abbiamo restituito la Groenlandia alla Danimarca, come siamo stati stupidi: avremmo dovuta tenerla perché è parte del nord America, è un nostro territorio”. Trump ha poi ritrattato le precedenti minacce militari: “Probabilmente non otterremo nulla, a meno che io non decida di usare una forza e una potenza eccessiva, nel qual caso saremmo, francamente, inarrestabili, ma non lo farò. Questa è probabilmente l’affermazione più importante, perché la gente pensava che avrei usato la forza. Non devo usare la forza. Non voglio usare la forza. Non userò la forza. Tutto ciò che gli Stati Uniti chiedono è un posto chiamato Groenlandia”.
“Solo gli Stati Uniti” afferma Trump “possono proteggere questa gigantesca massa di terra. Questo è il motivo per cui sto cercando di avviare immediatamente dei negoziati per discutere nuovamente dell’acquisizione della Groenlandia. Ciò non costituirebbe una minaccia per la NATO, ma migliorerebbe notevolmente la sicurezza dell’intera alleanza.”
Poi minaccia: “Possiamo fare in Groenlandia quello che abbiamo fatto in Venezuela. Tutto quello che chiedo è un pezzo di ghiaccio in cambio della pace mondiale”.
“Ho chiamato Emmanuel Macron, ho ascoltato il suo bellissimo discorso ieri, con gli occhiali da sole, ha cercato di fare il duro”. Così Donald Trump parla del presidente francese, aggiungendo: “In realtà mi piace, anche se è difficile crederlo”. E poi è passato a raccontare come è riuscito a convincere “in tre minuti” Macron a tagliare i prezzi dei farmaci.
“Ho detto a Emmanuel che avrebbe dovuto aumentare i prezzi dei farmaci”, ha raccontato, aggiungendo che lui ha risposto “no, no Donald”. “Emmanuel hai approfittato dei prezzi bassi dei farmaci americani, sì lo farai – è stata la replica secondo quanto raccontato da Trump – raddoppierai, triplicherai i prezzi dei farmaci o applicherò dazi del 25%, o del 100% sui vini francesi. Ci ho messo tre minuti a convincerlo”.
Concluso l’intervento – durato 72 minuti – Trump ha risposto ad alcune domande poste dalla stampa. Sul tema del board of peace per Gaza, Trump dichiara “Sapremo presto se Hamas accetterà di rinunciare alle armi” mentre sull’Ucraina dice “Se Putin e Zelensky non fanno la pace sono stupidi”.