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Flotilla: la vergogna di Ben-Gvir, l’ira di Mattarella e la società che non c’è più

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Le immagini dei partecipanti alla “spedizione” della Flotilla raggruppati, inginocchiati, bendati e derisi da Itamar Ben-Gvir, un ministro del governo israeliano di Benjamin Netanyahu, ci indignano e interrogano pesantemente sull’intera società israeliana

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Flotilla: la vergogna di Ben-Gvir, l’ira di Mattarella e la società che non c’è più

Le immagini dei partecipanti alla “spedizione” della Flotilla raggruppati, inginocchiati, bendati e derisi da Itamar Ben-Gvir, un ministro del governo israeliano di Benjamin Netanyahu, ci indignano e interrogano pesantemente sull’intera società israeliana

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Flotilla: la vergogna di Ben-Gvir, l’ira di Mattarella e la società che non c’è più

Le immagini dei partecipanti alla “spedizione” della Flotilla raggruppati, inginocchiati, bendati e derisi da Itamar Ben-Gvir, un ministro del governo israeliano di Benjamin Netanyahu, ci indignano e interrogano pesantemente sull’intera società israeliana

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Le immagini dei partecipanti alla “spedizione” della Flotilla raggruppati, inginocchiati, bendati e derisi da un ministro del governo israeliano di Benjamin Netanyahu, ci indignano e interrogano pesantemente sull’intera società israeliana.

La società, intendiamo, come l’abbiamo conosciuta per quasi l’intera sua storia, dalla fondazione dello Stato di Israele a oggi. Una società composita, con una forte e importante componente profondamente religiosa e per certi aspetti anche messianica, un’ala estremista sempre esistita, ma al contempo una robustissima anima laica. Quest’ultima ha contribuito a fare di Israele, decennio dopo decennio, un Paese in grado di sopravvivere a uno stato di guerra permanente, che è innanzitutto una condizione psicologica.

Quell’anima laica, tollerante, moderna, ancheperché nooccidentale è semplicemente irriconoscibile nell’orrenda sceneggiata di ieri provocata da quello squallido personaggio di Ben-Gvir.

Un politico senza vergogna e ampiamente screditato, che resta però una parte e la meno rilevante del problema. Nella società israeliana che abbiamo a lungo conosciuto e apprezzato una cosa del genere sarebbe risultata (ci auguriamo risulti tuttora) del tutto inaccettabile.

Flotilla: durissime le reazioni di Mattarella, Meloni e Tajani dopo i video diffusi da Ben-Gvir

Le durissime espressioni scelte dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella – “Incivile e livello infimo di un ministro” – dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e dal ministro degli Esteri Antonio Tajani aiutano a esprimere lo sgomento di tutti noi. Una manifestazione di forza arrogante e semplicemente spregevole, che non ha nulla a che vedere con il giudizio che ciascuno può aver maturato su iniziative come quelle della Flotilla, i partiti e i movimenti schierati con maggiore convinzione a sostegno di queste operazioni.

Tutto sfuma davanti a scene che costituiscono un danno grave e duraturo per Israele e un’intera società.

Per capirci, le durissime parole a cui abbiamo fatto cenno sono arrivate da un governo a più riprese accusato di essere stato accondiscendente verso gli interessi di Israele, troppo vicino a Gerusalemme e indifferente alla causa palestinese. Figurarsi.

Il problema vero è chiedersi dove sia o dove sia finita quella società civile, perché se non dovessimo ritrovarla saremmo alle prese con un problema molto grave per tutti.

La nostra parte di mondo è strettamente connessa ai destini del Medio Oriente, a loro volta legati alla voce della società libera di Israele e alla sua capacità di liberarsi di soggetti come Ben-Gvir.

di Fulvio Giuliani

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