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Guerra in Ucraina, in Russia cresce la produzione di false notizie

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La risposta più potente alle menzogne diffuse dal Cremlino e rilanciate a Washington è arrivata dal leader della Resistenza ucraina

Ucraina

Guerra in Ucraina, in Russia cresce la produzione di false notizie

La risposta più potente alle menzogne diffuse dal Cremlino e rilanciate a Washington è arrivata dal leader della Resistenza ucraina

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Guerra in Ucraina, in Russia cresce la produzione di false notizie

La risposta più potente alle menzogne diffuse dal Cremlino e rilanciate a Washington è arrivata dal leader della Resistenza ucraina

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Novoselytsia – La risposta più potente alle menzogne diffuse dal Cremlino e rilanciate a Washington è arrivata dal leader della Resistenza ucraina. In un video registrato dal proprio smartphone, il presidente Volodymyr Zelenskyj ha parlato ieri da Kupiansk: città dell’Ucraina che Putin e lo stato maggiore russo hanno più volte dichiarato accerchiata e poi caduta. Kupiansk è ucraina e a essere accerchiate nella sua periferia settentrionale sono invece le Forze armate russe che hanno per mesi tentato invano di penetrarvi. In un video rilasciato nell’immediatezza, il reggimento d’assalto “Skala” ha mostrato le immagini della liberazione dell’area residenziale Iubilejnyj, alternandole alla geolocalizzazione precisa di ciascuno degli edifici in cui le Forze armate ucraine hanno eliminato tutte quelle cellule russe che vi s’erano infiltrate.

Per settimane su queste pagine abbiamo descritto dal campo buona parte di tale operazione, smentendo passo dopo passo non solo la propaganda russa ma anche mappe frettolosamente aggiornate da vari think tank occidentali che fino a ieri le avevano lasciate indietro rispetto alla realtà dei fatti. Nel frattempo su buona parte dei media occidentali correva tutt’altra narrazione: quella russa, rilanciata dalle agenzie fedeli al Cremlino e ripetuta pedissequamente perfino dal leader della Casa Bianca Donald Trump.

A smentirla è stato anche Ihor ‘Kornet’ Obolenskyj, il comandante del 2º Corpo della Guardia nazionale dell’Ucraina “Khartiia”

A smentirla è stato anche il comandante del 2º Corpo della Guardia nazionale dell’Ucraina “Khartiia”, Ihor ‘Kornet’ Obolenskyj, che ha annunciato la liberazione di Kindrashivka e Radkivka, spiegando come le Forze armate dell’Ucraina abbiano raggiunto il fiume Oskil, a Nord di Kupiansk, eliminando 1.027 occupanti russi e circondandone altri 200. «Oggi è estremamente importante ottenere risultati al fronte, affinché l’Ucraina possa aver successo anche nella diplomazia» ha dichiarato Zelenskyj nel video registrato a sorpresa da Kupiansk, sottolineando il ruolo centrale della Resistenza anche sul piano narrativo.

La guerra all’informazione

Già, perché anche quella all’informazione è guerra. Per mesi pletore di giornalisti occidentali hanno colpevolmente contribuito a indebolire l’Ucraina sul piano negoziale descrivendo situazioni surreali a distanza o, nel migliore dei casi, dalle hall degli hotel ucraini. Come si possa raccontare una guerra da una pizzeria scorrendo X resta un mistero. Eppure, in molti l’han fatto screditando colleghi e istituzioni e descrivendo realtà operative mai vissute. Anche su questo tema si dovrà intervenire affinché la guerra termini pure sul fronte dell’informazione. «Le Forze armate russe hanno preso il controllo di Siversk» hanno riferito poche ore fa diverse agenzie occidentali. Anche questo non è vero: tutte le unità ucraine sono al loro posto a difesa di quella città.

Pokrovsk, secondo la propaganda russa e i suoi megafoni occidentali, sarebbe caduta decine di volte. Bastano le prime righe di quelle ricostruzioni per capire che il loro autore lì non c’è mai stato e non aveva idea di ciò che stava scrivendo. Dei 165 tentativi russi di sfondamento del fronte avvenuti ieri, 48 erano proprio lì.

S’è scritto che «I russi sono a Pokrovsk e dalla ferrovia lanciano attacchi al settore settentrionale e alla vicina Rivne», mentre stanziare in quelle zone resta impossibile perché sono un inferno di trappole, mine, droni terrestri e aerei e telecamere. Da cui gli ucraini ricompattatisi a Nord scrutano febbrilmente una kill zone allestita davvero come un tritacarne, in cui i russi continuano a gettare materiale umano senza riuscire a stabilirvisi. Smentire queste ‘fantasie di Putin’ è oggi importante più che mai. Soprattutto quando a rilanciarle è persino il presidente degli Usa. Se per farlo s’arriva a vedere il capo di Stato d’un altro Paese indossare un giubbetto antiproiettile per registrare un video dal suo smartphone, significa che la situazione è grave.

Zelenskyj e il capo delle Forze armate dell’Ucraina, Oleksandr Syrskyj, si sono mostrati insieme nel posto di comando avanzato della 14ª Brigata meccanizzata

In un secondo video diffuso ieri, Zelenskyj e il comandante in capo delle Forze armate ucraine, Oleksandr Syrskyj, si sono mostrati insieme nel posto di comando avanzato della 14ª Brigata meccanizzata. Contestualizzarlo basta a capire chi, negli scorsi mesi, ha preso fischi per fiaschi denigrandone l’operato. Poi è arrivata la smentita ad altre menzogne russe – diffuse a mezzo stampa in Occidente – pure da Dmitro Zaporozhets’, portavoce dell’11º Corpo d’armata nel Donbas, che ha parlato proprio da Siversk: russi, lì, non ce ne sono.

Per dire le cose come stanno basta un po’ di coraggio e ciò che ognuno di noi ha in tasca. Tutti i nostri video sono registrati con lo smartphone. Non servono troupe televisive e chissà quali attrezzature. Di fronte a certe assurdità, a un certo punto chi vive qui sente il dovere di mettersi il giubbetto e registrare un video dal proprio telefono.Citati ieri dall’Ukraine Business Network a Kyiv e pochi giorni prima a Oxford, i nostri assessment si sono finora sempre rivelati giusti perché abbiamo avuto la costanza d’esser presenti in ogni luogo da cui li abbiamo scritti. Come dimostra Zelenskyj a Kupiansk, nell’era del virtuale servono più che mai evidenze.

di Alla Perdei e Giorgio Provinciali

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