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Iran, ecco come Usa e Israele hanno attaccato Teheran (e non solo): l’operazione Epic Fury (Furia epica). La ricostruzione del “The New York Times”

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Sabato 28 febbraio Usa e Israele hanno attaccato l’Iran uccidendo, fra i vertici del regime iraniano, anche la Guida suprema Ali Khamenei. Le fasi iniziali dei raid spiegate dal “The New York Times”

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Iran, ecco come Usa e Israele hanno attaccato Teheran (e non solo): l’operazione Epic Fury (Furia epica). La ricostruzione del “The New York Times”

Sabato 28 febbraio Usa e Israele hanno attaccato l’Iran uccidendo, fra i vertici del regime iraniano, anche la Guida suprema Ali Khamenei. Le fasi iniziali dei raid spiegate dal “The New York Times”

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Iran, ecco come Usa e Israele hanno attaccato Teheran (e non solo): l’operazione Epic Fury (Furia epica). La ricostruzione del “The New York Times”

Sabato 28 febbraio Usa e Israele hanno attaccato l’Iran uccidendo, fra i vertici del regime iraniano, anche la Guida suprema Ali Khamenei. Le fasi iniziali dei raid spiegate dal “The New York Times”

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Sabato 28 febbraio Usa e Israele hanno attaccato l’Iran uccidendo, fra i vertici del regime iraniano, anche la Guida suprema Ali Khamenei.

Ma come si è svolta l’operazione Epic Fury (Furia epica)?

Lo ha spiegato il celebre quotidiano statunitenseThe New York Times“.

Ecco le principali fasi che hanno dato il via agli attacchi.

Innanzitutto, la Cia ha individuato con precisione la posizione dell’obiettivo più importante da colpire in territorio iraniano: Khamenei.

Poi, è cominciato l’attacco contro l’Iran.

Secondo le informazioni rilasciate da persone informate, il “The New York Times” riferisce che la Cia aveva seguito per diversi mesi la Guida suprema iraniana prima dell’attacco.

L’agenzia statunitense ha saputo che sabato 28 febbraio, alla mattina, si sarebbero riuniti i vertici iraniani, nel cuore di Teheran.

E qui è stata ottenuta l’informazione più importante: fra loro ci sarebbe stato anche Khamenei.

Secondo funzionari a conoscenza delle decisioni, il “The New York Times” spiega che Usa e Israele hanno deciso di modificare la tempistica del loro attacco.

Inizialmente – secondo quanto riferiscono fonti informate – i due Paesi avevano deciso di lanciare l’attacco di notte; poi, il cambio di orario con le informazioni sulla riunione che si sarebbe tenuta sabato mattina.

Persone informate sui fatti riferiscono che è a questo punto che la Cia ha trasmesso a Israele le proprie informazioni d’intelligence.

Informazioni validissime, che spiegavano nello specifico dove si trovava la Guida suprema iraniana.

È qui che Israele – con la propria intelligence e quella statunitense – ha quindi eseguito un’operazione che stava pianificando già da tempo: colpire i leader iraniani, in particolare Khamenei ma non solo.

Fra i vertici iraniani che avrebbero partecipato alla riunione governativa di quel sabato mattina, spiccano: Mohammad Pakpour (comandante in capo del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica); Aziz Nasirzadeh (ministro della Difesa); Ali Shamkhani (ammiraglio e capo del Consiglio Militare); Seyyed Majid Mousavi (comandante della Forza Aerospaziale delle Guardie della Rivoluzione); Mohammad Shirazi (vice ministro dell’intelligence).

E non solo.

L’operazione effettiva è cominciata intorno alle 6:00 (ora israeliana): è in quel momento che i caccia sono partiti dalle loro basi.

Con precisione: 2 ore e 5 minuti dopo il decollo dei jet, ecco che – intorno alle 9:40 del mattino (ora iraniana)i missili a lungo raggio hanno colpito il complesso dell’Iran.

E al momento dell’attacco, gli alti funzionari della sicurezza nazionale iraniana si trovavano in un edificio del complesso.

Khamenei era invece in un altro edificio, nelle vicinanze.

In questo modo è cominciata l’operazione combinata di Usa e Israele contro l’Iran.

Così è iniziata un’operazione piena di incognite, nella speranza di un Iran con un futuro migliore: libero.

di Filippo Messina

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