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Iran, Tajani: “L’Italia non è in guerra ma c’è il rischio di un allargamento del conflitto”. Crosetto: “Innalzate le difese aeree”

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Antonio Tajani ‘avverte’ l’Italia. ”C’è un concreto rischio dell’allargamento del conflitto” in Medio Oriente, dopo l’operazione israelo-americana in Iran. Schlein: “no all’uso delle basi militari, viola la Carta

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Iran, Tajani: “L’Italia non è in guerra ma c’è il rischio di un allargamento del conflitto”. Crosetto: “Innalzate le difese aeree”

Antonio Tajani ‘avverte’ l’Italia. ”C’è un concreto rischio dell’allargamento del conflitto” in Medio Oriente, dopo l’operazione israelo-americana in Iran. Schlein: “no all’uso delle basi militari, viola la Carta

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Iran, Tajani: “L’Italia non è in guerra ma c’è il rischio di un allargamento del conflitto”. Crosetto: “Innalzate le difese aeree”

Antonio Tajani ‘avverte’ l’Italia. ”C’è un concreto rischio dell’allargamento del conflitto” in Medio Oriente, dopo l’operazione israelo-americana in Iran. Schlein: “no all’uso delle basi militari, viola la Carta

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Antonio Tajani ‘avverte’ l’Italia. ”C’è un concreto rischio dell’allargamento del conflitto” in Medio Oriente, dopo l’operazione israelo-americana contro l’Iran e la successiva rappresaglia iraniana, ha dichiarato il vice premier e ministro degli Esteri riferendo alla Camera sugli sviluppi della crisi in Iran e nel Golfo. Poi la rassicurazione: “L’Italia non è in guerra non nessuno”.

”Nelle ultime ore c’è un’evoluzione non positiva” del conflitto in corso in Medio Oriente, con ”l’Iran che conduce attacchi indiscriminati” di rappresaglia, ”stamane anche contro l’Azerbaigian”, ha aggiunto Tajani. Il ministro ha poi riferito sulla situazione dei tanti italiani nell’area: “Sono ‘quasi 10mila gli italiani aiutati a lasciare le aree a rischio. Anche stamattina sono rientrati circa 200 italiani con fragilità”, ha aggiunto Tajani spiegando che ”il governo sta lavorando senza sosta per seguire i nostri connazionali nella regione”.

“La gravità della situazione richiede a tutti noi, governo e parlamento, un’assunzione di responsabilità condivisa”, ha continuato Tajani, spiegando che “il governo è pronto a intervenire anche sul fronte economico per mitigare l’impatto di questa crisi che purtroppo già visibile”. 

”Preoccupa il blocco dello stretto di Hormuz, punto di passaggio vitale per gli approvvigionamenti energetici globali”, ha aggiunto Tajani affermando che ”i prezzi del petrolio e del gas hanno già fatto registrare rialzi significativi” e ”i premi assicurativi sulle rotte marittime sono aumentati”. Tajani ha aggiunto che ”le conseguenze delle tensioni nello stretto di Hormuz rischiano di pesare anche sui prezzi di molte materie prime e su quelle di grano e cereali”.

Anche la segretaria del Pd Elly Schlein si è espressa nell’Aula della Camera sull’Iran: “noi diciamo no all’autorizzazione delle basi per appoggiare in nessun modo questa guerra che viola il diritto internazionale. Dovete dire di no già adesso, perchè sarebbe contro l’articolo 11 della costituzione”.

Massimo D’Alema :” Non vorrei infierire sul Ministro Tajani, già impegnato ad infierire su se stesso con dichiarazioni e apparizioni televisive che spero non danneggino la credibilità della Farnesina. Per quanto riguarda il Kosovo lo rimando al discorso con il quale il presidente Berlusconi espresse, il 26 marzo 1999, il suo sostegno all’azione del mio Governo, rivendicando anzi che quel sostegno fosse decisivo perché altrimenti, a parer suo, il Governo non avrebbe avuto una maggioranza in politica estera. Chissà se Berlusconi sarebbe lieto di ciò che afferma chi oggi porta i colori di Forza Italia”.

Iran, Crosetto: “Nessuna richiesta su concessione basi Usa. Innalzate le difese aeree”

Il ministro della Difesa Guido Crosetto, nelle comunicazioni alla Camera sulla guerra in Iran ha invece sottolineato nel suo intervento l'”evoluzione di questa guerra, molto diversa da quella che era stata precedentemente. Basti pensare – ha spiegato – che hanno subito molti più attacchi gli Emirati che non Israele. Gli attacchi dell’Iran si sono concentrati su paesi che non partecipano alla guerra. Non può colpire con i droni Israele, perché la distanza e il tempo di percorrenza dei droni consentirebbero facilmente di essere intercettati, e quindi sta colpendo le nazioni vicine, dimostrando di avere una strategia completamente diversa da quella dell’altra volta, che è quella di creare caos, creare delle complessità economiche”.

“La preoccupazione”, ha spiegato Crosetto, “è che questi attacchi, che sono stati fermati, hanno colpito basi europee e basi Nato, come Turchia e Cipro. In tutti e due i casi, qualora, e non è stato ritenuto così, si trattasse di un vero e proprio attacco contro quelle nazioni da una parte l’articolo 5 della Nato dalle 7 dell’Unione europea, ci obbligherebbe a essere al loro fianco. Ma il tema più grande della preoccupazione è che in questa crisi se ne possono innestare e alimentare altre, quelle in corso, come quella in corso sul fronte est”.

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