L’Unione Europea sostiene l’Ucraina
| Esteri
L’Unione Europea si dimostra unita e compatta: tutti i 27 leader europei hanno concordato un pacchetto di sostegno aggiuntivo per l’Ucraina
L’Unione Europea sostiene l’Ucraina
L’Unione Europea si dimostra unita e compatta: tutti i 27 leader europei hanno concordato un pacchetto di sostegno aggiuntivo per l’Ucraina
| Esteri
L’Unione Europea sostiene l’Ucraina
L’Unione Europea si dimostra unita e compatta: tutti i 27 leader europei hanno concordato un pacchetto di sostegno aggiuntivo per l’Ucraina
| Esteri
AUTORE: Massimiliano Lenzi
L’inseguimento della perfezione, in politica, assomiglia parecchio a un’ideologia che – guardando indietro nella storia – non porta mai (o quasi) buoni frutti. Ieri da Bruxelles, dove si è tenuto il Consiglio europeo, abbiamo avuto la dimostrazione di come l’imperfezione, nutrita di ragionamento e di sforzi diplomatici, possa invece portare risultati concreti. Prendiamo le parole del presidente del Consiglio Ue Charles Michel per evidenziare anzitutto la notizia: «Abbiamo un accordo. Tutti i 27 leader hanno concordato un pacchetto di sostegno aggiuntivo di 50 miliardi di euro per l’Ucraina all’interno del bilancio dell’Ue. In questo modo si garantisce un finanziamento costante, a lungo termine e prevedibile per l’Ucraina. L’Ue sta assumendo la leadership e la responsabilità del sostegno all’Ucraina».
Non che le preoccupazioni sul raggiungimento di un’intesa per continuare a sostenere l’Ucraina – con la Ue coesa – non ci fossero alla vigilia del Consiglio. C’erano ed erano tutte inerenti a un possibile veto dell’Ungheria di Viktor Orbán, che non c’è stato. Ed è proprio da questa buona notizia che scaturisce una riflessione necessaria per tutte le élite politiche del Vecchio Continente, a cominciare da coloro che già invocavano un’Europa non più a 27, con l’espulsione dell’Ungheria. E qui torniamo all’ideologia della perfezione. Non è che se uno non ha, nella realtà, l’Europa perfetta o dei suoi sogni, ogni volta la rimette in discussione per come si è venuta realizzando. Perché il compromesso – quando è trasparente e non tradisce gli ideali di libertà e democrazia – è una bellissima cosa. Fra l’altro, con una guerra in Europa ai confini dell’Ue, ridurre i membri dell’Unione non rappresenterebbe un segno di forza ma di enorme debolezza. Mai come oggi, con il mondo nel caos geopolitico, l’Ue deve restare compatta. Quanto all’Ungheria e alle sue intemperanze, ebbene per quelle ci sono già in azione le regole che l’Ue si è data. Intendiamoci, il successo di ieri non risolve il problema delle questioni che la Ue si trova e si troverà ad affrontare nel presente e nel futuro.
Diciamo meglio.
- Primo: non risolve il problema della mancanza di una difesa comune europea, che renda Bruxelles capace di intervenire – anche con la deterrenza e ovviamente in sinergia con gli alleati occidentali (Usa e Gran Bretagna) e con la Nato – negli scenari di crisi globali in costante aumento. Un esercito comune che adesso dovrà essere il tema in cima all’agenda Ue, da realizzare nel più breve tempo possibile e superando quegli steccati nazionali che ancora resistono fra i Paesi membri rispetto al tema della difesa. L’Ue su questo si sta già muovendo, ma ancora troppo timidamente per un’epoca che richiede velocità di intervento e concretezza.
- Secondo: la buona notizia di ieri non risolve un altro limite che l’Ue deve scavalcare, sempre sulle questioni di politica estera. Ovvero il fatto che l’Alto rappresentante dell’Unione per gli Affari esteri e la politica di sicurezza non può essere una figura istituzionale che parla tanto e conta poco. Si tratta di rivedere ruolo e funzioni della carica, potenziandoli e facendo in modo che gli uomini (o le donne) scelte per quel posto siano figure di altissimo profilo e di sintesi dello spirito dei Paesi Ue.
La Ragione è anche su WhatsApp. Entra nel nostro canale per non perderti nulla!
Leggi anche
Usa e Israele attaccano l’Iran: Trump: “Avviata operazione per difendere americani”
28 Febbraio 2026
Israele ha lanciato un attacco militare contro l’Iran, forti esplosioni a Teheran e nono solo. Isr…
Caso Epstein, Hillary Clinton attacca: “La Casa Bianca nasconde la verità. Indagate Trump”- IL VIDEO
27 Febbraio 2026
Hillary Clinton accusa Trump di “insabbiamento” sui file Epstein. I Clinton testimonieranno al Con…
Trump e lo show: il troppo che nasconde il poco
26 Febbraio 2026
Il fluviale discorso di Donald Trump a Washington sullo Stato dell’Unione – il più lungo che sia s…
Trump interrotto durante il suo discorso sullo Stato dell’Unione: “I neri non sono scimmie!”, deputato democratico portato fuori dall’aula – IL VIDEO
25 Febbraio 2026
Mentre Trump stava parlando, il deputato democratico Al Green – congressman del Texas – ha mostrat…
Iscriviti alla newsletter de
La Ragione
Il meglio della settimana, scelto dalla redazione: articoli, video e podcast per rimanere sempre informato.