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Ucraina, i piloti di droni si addestrano su GTA V

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Un soldato che “gioca” davanti a uno schermo: come la guerra fra Russia e Ucraina sta riscrivendo la dottrina militare. Il video

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Ucraina, i piloti di droni si addestrano su GTA V

Un soldato che “gioca” davanti a uno schermo: come la guerra fra Russia e Ucraina sta riscrivendo la dottrina militare. Il video

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Ucraina, i piloti di droni si addestrano su GTA V

Un soldato che “gioca” davanti a uno schermo: come la guerra fra Russia e Ucraina sta riscrivendo la dottrina militare. Il video

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Un soldato dell’Ucraina che “gioca” davanti a uno schermo, è anche questo il nuovo volto della guerra. L’uomo impugna quello che sembra essere un joystick e si libra all’interno della mappa di GTA V, noto gioco di Rockstar Games. A prima vista si direbbe quasi una live stream su Twitch o YouTube. Invece si tratta di un operatore di droni FPV (First Person View) dell’esercito dell’Ucraina che si sta addestrando nei cieli di Los Santos.

I filmati sono stati diffusi dai canali social di Vitruhan (WeTrueGun), una scuola di droni certificata dal Ministero della Difesa dell’Ucraina. Il team, infatti, ha costruito un simulatore di volo FPV dentro Grand Theft Auto V usando la mod Quadcopter Redux tramite FiveM, abbinata al radiocomando Radiomaster TX16S MK3: lo stesso che viene utilizzato per pilotare i veri droni da combattimento al fronte. “Abbiamo il simulatore militare su GTA V prima di GTA VI.”, ironizzano gli utenti su Reddit.

Il motivo principale per cui si è deciso di addestrare i piloti di droni sulla mappa di GTA è il cosiddetto “open world”. I simulatori in commercio girano su mappe piccole e fisse, con scenari predefiniti e limitati. Los Santos offre strade, autostrade, centri urbani, zone industriali, veicoli in movimento: tutto quello che serve per allenarsi a inseguire un bersaglio mobile, a stimare la velocità, a gestire un aggancio. La visione termica, infine, completa il quadro tattico. Alcuni gamer incalliti fanno però notare come GTA V abbia una fisica irrealistica mentre ArmA III, di Bohemia Interactive, offrirebbe un’esperienza tecnicamente più realistica – e non hanno tutti i torti. “Non è un sostituto dell’addestramento reale, ma un ottimo modo per tenere le dita sveglie, sperimentare e rilassarsi.”, precisa la scuola. Lo stesso vale per i piloti civili che sono soliti usare Microsoft Flight Simulator per non perdere la mano. 

Il caso di GTA V ci costringe a vedere il conflitto da un’altra prospettiva, quella di chi da anni resiste e cerca di arrangiarsi con ogni mezzo possibile. Infatti, mentre gli ucraini si “dilettano” sui videogiochi, i rivali russi hanno investito oltre 540 milioni di rubli (circa 5,7 milioni di euro) in corsi di pilotaggio droni che cominciano già in età scolare. Il programma prevede simulatori, laboratori UAV e corsi extracurriculari. L’obiettivo dichiarato è di formare milioni di specialisti entro il 2030. Con un intervento capillare, la corsa ai piloti di droni è diventata un obiettivo sistemico, non solo un’iniziativa militare. Mosca ha capito che il fattore chiave nella guerra dei droni non è la tecnologia utilizzata, ma la quantità di operatori qualificati. E ha così deciso di forgiare quella risorsa umana con quindici anni di anticipo, partendo dalle scuole medie. 

Dal 2022 molte cose sono cambiate. Un drone FPV da combattimento costa tra i 300 e i 500 euro, mentre per costruire un carro armato moderno servono diversi milioni. Oggi i droni non sono più un mero supporto tattico, ma sostituiscono in toto militari sul campo di battaglia. Il meccanismo operativo si è standardizzato in tre fasi. Prima i droni di ricognizione individuano i movimenti sul terreno, anche da 500-1000 metri di quota; poi sganciano piccole cariche per ferire o immobilizzare; infine arrivano i droni FPV che colpiscono direttamente, spesso abbattendo bersagli già compromessi.

Il tutto avviene in pochi secondi, gestito da operatori che si trovano a chilometri di distanza e che, talvolta, allenano i propri riflessi giocando a GTA V. Piloti di droni che diventano anche “angeli custodi” pronti a monitorare, guidare e proteggere l’avanzata delle pattuglie ormai ridotte a nuclei di due uomini. L’evoluzione del conflitto in est Europa ha messo in crisi decenni di economia di guerra.

La logica che guidava i bilanci della difesa puntava ad investire in sistemi sempre più sofisticati e costosi. Cosa accade però quando questi sistemi vengono messi in crisi da sciami di droni che costano quanto un tv da 55 pollici? Come hanno spiegato gli ingegneri di Sine.Engineering a Euronews: “Un drone costoso con intelligenza artificiale può valere quanto cento piccoli droni FPV se l’avversario gioca sui numeri.” Il drone, insomma, non è solo un’arma “cheap”, ma racchiude un estremo valore tattico e strategico capace di cambiare le sorti di un conflitto.

di Angelo Annese

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