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Lolitismo che non fece scandalo

I 30 anni di “Non è la Rai”. Ideato da Gianni Boncompagni, questo programma, che probabilmente oggi non andrebbe in onda, è stato al centro di numerose polemiche durante gli anni. Una cosa però è certa: è stato un pezzo di storia della televisione italiana.
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Lolitismo che non fece scandalo

I 30 anni di “Non è la Rai”. Ideato da Gianni Boncompagni, questo programma, che probabilmente oggi non andrebbe in onda, è stato al centro di numerose polemiche durante gli anni. Una cosa però è certa: è stato un pezzo di storia della televisione italiana.
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Lolitismo che non fece scandalo

I 30 anni di “Non è la Rai”. Ideato da Gianni Boncompagni, questo programma, che probabilmente oggi non andrebbe in onda, è stato al centro di numerose polemiche durante gli anni. Una cosa però è certa: è stato un pezzo di storia della televisione italiana.
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I 30 anni di “Non è la Rai”. Ideato da Gianni Boncompagni, questo programma, che probabilmente oggi non andrebbe in onda, è stato al centro di numerose polemiche durante gli anni. Una cosa però è certa: è stato un pezzo di storia della televisione italiana.
«Ehi tu delusa» cantava Vasco Rossi rivolgendosi a quelle ragazze lì, che in televisione cantavano, ballavano e giocavano in un programma che si chiamava “Non è la Rai”. Correva l’anno 1991, tre decenni fa, eppure nessuno se l’è dimenticato. Croce e delizia, criticato dai tanti che oggi lo rivalutano, il format ideato da Gianni Boncompagni che nelle sue quattro edizioni ha visto passare sul piccolo schermo centinaia di ragazze (molte diventate poi famose) è senza dubbio un pezzo di storia della televisione. «Non era una favola, ho visto cose vomitevoli» dice oggi Laura Colucci, che è stata una di loro. È senza dubbio uno dei programmi più criticati che si ricordi ma all’epoca in realtà nessuno si indignò, e anzi appariva al pubblico di allora fin troppo commerciale. Poi i tempi sono cambiati, gli anni sono passati e ci sono state le polemiche su quelle ragazze troppo giovani, in un ruolo che oltre all’immagine poco altro richiedeva. Sdoganò il ‘lolitismo’, hanno detto negli anni i più accaniti critici. Il pubblico giovane però lo amava, questo è un dato di fatto. L’altro è che oggi una trasmissione così non andrebbe mai in onda. Perché viviamo una stagione in cui ci si scandalizza per molto meno. Che sia un bene o un male è questione di punti di vista, di certo va riconosciuto a “Non è la Rai” di aver segnato un’epoca. Erano altri anni, certo televisivamente più spensierati, all’ora di pranzo si cercava leggerezza e quello era il format perfetto. Inutile demonizzarlo con il senno di poi.   di Annalisa Grandi

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