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Salone Italia

Dal mobile al tutto. Il Salone del Mobile 2021 è l’edizione della ripartenza.

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Nella vita, la via più semplice è sempre quella della rinuncia. Non si rischia, in attesa degli eventi. Piccola controindicazione, non si va da nessuna parte.

È quello che sarebbe successo, se avesse vinto l’ala rinunciataria del ‘No’ al Salone del Mobile 2021. Per fortuna ha prevalso chi ha fermamente creduto nella necessità di organizzare l’appuntamento di Milano, anche se in un periodo diverso dal solito, con tempi compressi e prospettive di business decisamente inferiori al solito.

Esserci, quest’anno vale più che mai e un ‘bravo’ va alla Fondazione Fiera e al suo presidente Enrico Pazzali, che ci ha messo la faccia dal primo momento. Quando era più facile accodarsi alle tante (troppe) aziende leader del settore, che fuggivano all’idea di questa sfida e Federlegno Arredo si spaccava in modo indecoroso.

Il Salone del Mobile 2021 non è solo un’edizione speciale: è l’edizione della ripartenza, del credere che questo Paese sappia farcela. Ancora una volta. Per essere più precisi, che riesca a intravedere, tra le macerie della pandemia, i germogli di una ripresa vera. Non un semplice, per quanto importante, rimbalzo tecnico dopo il disastro economico del 2020, ma un nuovo futuro. Degno di ciò che siamo stati.

La Fiera di Milano, all’epoca in città, incarnò come poche altre realtà il boom. La ‘campionaria’ accompagnò quel processo vorticoso, esaltante, certo anche ricco di dolorose contraddizioni, che fu l’impetuosa crescita economica italiana degli anni Sessanta. Il ‘miracolo’, che miracoloso fu sul serio, capace di trasformare in un lampo un Paese agricolo in una potenza industriale.

Una cosa mai vista al mondo. Vale la pena ricordarlo, perché oggi ci troviamo in circostanze diversissime eppure assimilabili. Il punto è crederci e saper programmare. Il Salone del Mobile è un piccolo ma importante esempio di ciò che va fatto e anche di quello che non si deve fare: cedere alle divisioni interne, alle paure, ai frenatori che tanto non mancheranno mai.

I conti si fanno alla fine e potrebbero anche essere economicamente non splendenti, ma la semina di questi giorni è fuori discussione. Milano vive, si è tuffata nel ‘suo’ Fuorisalone con una voglia di tornare a mangiarsi la vita che riempie il cuore. Da domenica, dopo una vita, è tornato impossibile trovare un taxi in città alla sera e, per una volta, siamo felici di questo disservizio.

L’Italia, nei prossimi giorni, avrà e vivrà il Salone del Mobile a Milano e la Mostra del Cinema a Venezia. A due ore e mezza di treno, due eventi di caratura mondiale, mentre ripartono Saloni, convegni e congressi che valgono un pezzo di Pil. Siamo in copertina, vediamo di meritarcelo.

 

di Fulvio Giuliani

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