AUTORE: Antonluca Cuoco
Gli italiani ascoltano da mesi delle magnifiche sorti del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Per governo e presidenti di regioni del Sud si tratta della occasione per il rilancio. Come ogni opportunità, questa può essere sfruttata o sprecata con tutta la filiera di amministratori locali chiamata a misurarsi su capacità e competenze (virtù derubricate a dettaglio durante la sbornia populista, salvo poi doversi svegliare nella realtà perché scossi dallo shock pandemico).
«Il Pnrr ha un vincolo temporale di utilizzo di 5 anni. Non è un alibi, è un dato di fatto che deve tenere conto anche delle storiche difficoltà del Sud di assorbimento dei fondi pubblici»: così parlò il presidente del Consiglio. Sempre Draghi ha spiegato dell’impegno necessario di tutti «per portare l’Italia su un percorso di crescita inclusiva che migliori la mobilità sociale e consenta la piena realizzazione professionale dei giovani e delle donne, soprattutto al Sud». E non a caso il tema della formazione qualificata è dirimente: agli Istituti tecnici superiori italiani si iscrivono 20mila giovani all’anno, mentre in Germania le scuole post diploma ne preparano 800mila.
Nel rapporto “Conti economici territoriali anni 2017-19”, l’Istituto nazionale di statistica indica come in Lombardia il reddito pro capite sia di 39.700 euro mentre la media del Sud si ferma a 19mila euro.
Per superare le disparità che condannano milioni di cittadini a servizi pubblici inadeguati, infrastrutture lacunose e a godere di minori opportunità di crescita e affermazione professionale, l’occasione dei fondi che il Pnrr offre è straordinaria, letteralmente fuori dall’ordinario anche con l’aggravio di debito sulle generazioni future. Per i territori del Sud che viviamo (chi scrive è salernitano) sarà anche un esame culturale per superare ciò che costituisce il male antico del Meridione: incolpare gli altri del suo mancato sviluppo.
Chi vuole un Sud diverso deve allora pretendere che questo abbia più responsabilità e meno paternalismo: qui le classi dirigenti saranno all’altezza?
Il Ministero per il Sud ha costituito una commissione interministeriale per rendere più semplici e veloci le procedure per le imprese attive nel Mezzogiorno. Sarà un’impresa ardua realizzare le opere previste senza una sburocratizzazione nelle procedure e senza rigenerare il personale nella Pubblica amministrazione, puntando su competenze manageriali, digitali e tecniche. Per intenderci, è di pochi giorni fa la notizia per cui nessuno dei 31 progetti di investimento presentati dai consorzi ed enti siciliani ha intercettato i criteri previsti per la selezione dei progetti irrigui sul Pnrr. Nel prossimo decennio arriveranno al Sud oltre 213 miliardi di euro. Il conto è presto fatto: ai circa 82 miliardi dei fondi Pnrr vanno aggiunti 54 miliardi dei fondi Sie, 8,4 miliardi dalle risorse europee per la ripresa come React-Eu, 58 miliardi di risorse della politica di coesione nazionale e 10,6 miliardi da altri interventi europei e nazionali. Guardando alla storia, però, i soldi pubblici sono stati troppo spesso il problema e non la soluzione: chi pensa ancora di risolvere la crisi del Mezzogiorno ricorrendo ai vecchi vizi che l’hanno causata? I soldi nel Sud sono arrivati a tonnellate, distribuiti nelle forme più assistenziali e clientelari possibili, ostacolando la nascita di mercati meritocratici e disabituando le persone al rischio di impresa, alla fatica e al gusto del lavoro. Di Antonluca CuocoLa Ragione è anche su WhatsApp. Entra nel nostro canale per non perderti nulla!
Leggi anche
Giorgia Meloni riceve Marco Rubio a Palazzo Chigi. Il Segretario di Stato Usa: “Non abbiamo discusso sul ritiro delle truppe. Io sostengo la Nato”
08 Maggio 2026
Il momento in cui la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha accolto il Segretario di stato Usa…
Olivier Dupuis: europeista visionario e antimilitarista
05 Maggio 2026
Una tessera preziosa si è staccata lunedì 4 maggio dal mosaico che compone la più formidabile arma…
Meloni, la denuncia social: “Girano online mie foto create con l’AI”
05 Maggio 2026
“I deepfake sono uno strumento pericoloso, perché possono ingannare, manipolare e colpire chiunque…
Meloni: “Il nostro governo è il secondo più longevo della storia repubblicana”
02 Maggio 2026
“Il governo che ho l’onore di guidare è diventato il secondo più longevo della storia repubblicana…
Iscriviti alla newsletter de
La Ragione
Il meglio della settimana, scelto dalla redazione: articoli, video e podcast per rimanere sempre informato.