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Aiello racconta “Scorpione”, tra rinascita ed evoluzione: “Ho cominciato ad assaporare la leggerezza”

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“Scorpione”, il nuovo album di Aiello, è il frutto di una lunga e silenziosa metamorfosi: “Ho fatto un percorso in cui ho lasciato andare una serie di sovrastrutture in questi ultimi anni”

Aiello

Aiello racconta “Scorpione”, tra rinascita ed evoluzione: “Ho cominciato ad assaporare la leggerezza”

“Scorpione”, il nuovo album di Aiello, è il frutto di una lunga e silenziosa metamorfosi: “Ho fatto un percorso in cui ho lasciato andare una serie di sovrastrutture in questi ultimi anni”

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Aiello racconta “Scorpione”, tra rinascita ed evoluzione: “Ho cominciato ad assaporare la leggerezza”

“Scorpione”, il nuovo album di Aiello, è il frutto di una lunga e silenziosa metamorfosi: “Ho fatto un percorso in cui ho lasciato andare una serie di sovrastrutture in questi ultimi anni”

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CI sono dischi che non possono essere scritti di corsa perché hanno bisogno di tempo per sedimentare, per attraversare le stagioni personali dell’artista e permettergli di spogliarsi del superfluo. “Scorpione”, il nuovo album di Aiello, è l’esatto frutto di questa lunga e silenziosa metamorfosi. Il cuore di questa evoluzione sta in una precisa scelta sonora, curata insieme al produttore Brail, che abbraccia l’essenzialità: “Ho fatto un percorso in cui ho lasciato andare una serie di sovrastrutture in questi ultimi anni. Tutto quello che ho vissuto l’ho portato anche nella musica; quindi, ho voluto delle produzioni molto più snelle che somigliassero a ciò che ascolto quotidianamente, l’R&B internazionale, provando a farlo incontrare col cantautorato pop che mi appartiene per DNA. Volevo un’eleganza e un’essenzialità in tutto il disco” ci racconta Aiello. Una pulizia che lo ha spinto a ripensarsi anche come interprete: “In passato andavo facilmente verso il sovraccarico. Adesso sto cercando di misurarmi e trovare un equilibrio, di modulare e utilizzare colori nuovi e diversi alla voce”. “Scorpione” – titolo che rimanda all’ascendente astrologico, sinonimo di intensità e ricerca interiore – non celebra funerali di amori finiti, ma racconta la rinascita dell’amor proprio.

Un disco che si nutre di una prospettiva inedita per l’artista: “Quello che ho guadagnato su tutto forse è il sentimento della gratitudine, che ho voluto portare in tutto l’album”, confessa. “Ho scoperto la capacità di stagnare meno nella rabbia e meno nell’overthinking, di cui sono sempre stato un grande performer. Raggiunti alcuni traguardi personali, ho cominciato ad assaporare una leggerezza con cui in realtà non nasco: ho una ‘drama queen inside’ che ha fatto dei grandi casini negli anni e che adesso stiamo provando a ridimensionare”. In questo panorama emotivo pacificato c’è spazio anche per la malinconia, che nel disco si avverte tra le righe senza mai diventare opprimente. La distinzione, per Aiello, è cruciale: “A me la malinconia non ha mai abbattuto. Non sono uno nostalgico, la nostalgia ti tarpa le ali e ti tira giù. La malinconia ha sempre avuto su di me un effetto rigenerante, è come quando balli sotto la pioggia, quelle immagini un po’ cinematografiche per cui non subisci ma ti carichi”.

Ad abitare questo tessuto sonoro caldo e simil “lo-fi” ci sono anche tre incontri artistici nati prima di tutto da affinità umane. C’è Claudia (Levante), ospite in “Sentimentale”, con cui condivide “il nostro ‘drama spirit’ da meridionali”; c’è Antonia in “Fiammiferi”, scoperta anni fa in tv e voluta fortemente per la sua “voce straordinaria, R&B pura come amo e un lato umano di una dolcezza che mi colpisce”.
E poi c’è Leo Gassmann, con cui duetta proprio nella title track “Scorpione”. Il legame qui è profondo e passa dal palco di Sanremo, dove i due si sono esibiti insieme nella serata cover: “A Leo mi lega una chimica incredibile. Mi ha portato su un palco al quale io legavo ancora dei sapori amari e grazie a lui ho completamente fatto pace con quel palco. Essendo la title track gli ho dato una grande responsabilità: l’ha cantata benissimo, dando un plus non indifferente”.

La rinascita di Aiello ora si prepara ad affrontare il calore del pubblico. A novembre tornerà nei club italiani, ma prima scalderà i motori con alcune tappe in festival estivi: “I festival estivi sono una esperienza più selvaggia, nel senso buono, una giungla in cui devi andarti a conquistare anche chi è lì per caso”, ci spiega. “I club, invece, sono luoghi più chiusi, dove viene proprio il tuo pubblico più fidelizzato”. Nel frattempo, a traghettare il disco c’è “Sotto Sotto”, il brano più estivo della tracklist, ma lontano dai cliché stagionali: “Chiudo gli occhi e per me sono terrazze sul mare, feste, tramonti. E poi c’è una ‘queer vibe’ in questo pezzo, così identitaria, naturale e spontanea che ho voluto assolutamente preservare”. Un ulteriore, limpidissimo tassello di un artista che ha smesso le sue armature, per il puro piacere di lasciar suonare l’essenziale.

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