Arisa racconta “Foto Mosse”: “Un abbraccio profondo a chi si sente fuori posto”
Arisa ci ha raccontato il suo nuovo album “Foto Mosse”: “Ho costruito questo disco volendo lasciare nel mondo una testimonianza reale della mia vita”
Arisa racconta “Foto Mosse”: “Un abbraccio profondo a chi si sente fuori posto”
Arisa ci ha raccontato il suo nuovo album “Foto Mosse”: “Ho costruito questo disco volendo lasciare nel mondo una testimonianza reale della mia vita”
Arisa racconta “Foto Mosse”: “Un abbraccio profondo a chi si sente fuori posto”
Arisa ci ha raccontato il suo nuovo album “Foto Mosse”: “Ho costruito questo disco volendo lasciare nel mondo una testimonianza reale della mia vita”
Cinque anni sembrano tanti nella musica di oggi, ma non è così se li passi a costruire qualcosa, canzone per canzone, con la pazienza di chi sa che il tempo non è un nemico ma uno strumento. Arisa ha scelto questa strada e “Foto Mosse” – il suo ottavo album in studio in uscita il 17 aprile – è esattamente il disco che si ottiene quando si ha il coraggio di aspettare. Lo dice lei stessa durante la presentazione milanese: «Ho costruito questo disco volendo lasciare nel mondo una testimonianza reale della mia vita. Sperando che possa essere consolatoria, una pacca sulla spalla e un abbraccio profondo a tutte le persone che a volte si sentono abbastanza distanti da quello che è di moda, da quello che va bene per la società».

“Foto Mosse” è un album di quattordici tracce che non cerca scorciatoie. Ballad-oriented, costruito con cura, raffinato come l’artista che lo ha generato e capace di muoversi fra registri diversi senza perdere la propria identità. Il respiro è orchestrale: gli archi non sono un ornamento ma una presenza viva, dosata con sapienza: una spina dorsale. Dialogano con la voce di Arisa, ne amplificano l’impatto emotivo, si aprono o si ritraggono a seconda di ciò che il brano richiede. Altrove l’orchestra lascia spazio a un impianto più secco e acustico, dove la chitarra diventa l’elemento portante. A tenere insieme tutto c’è la voce di Arisa, unicum nel panorama nostrano (e non solo), capace di passare con naturalezza dalla forza alla sensualità, dalla gioia alla tensione.
Lei ci descrive il disco (che andrebbe fatto sentire a molti producer moderni) usando l’astrologia come metafora: «Questo album è un Ariete, impulsivo, diretto, sembra non lasciar filtrare niente. Poi lo guardi meglio e capisci. C’è una parte super sensibile, una componente molto ‘di pancia’: un giorno ti senti invincibile, il giorno dopo scrivi messaggi lunghissimi alle due di notte. Dentro ha un contrasto fortissimo: da una parte vuole sicurezza, casa, radici emotive profonde; dall’altra ha una spinta a rompere tutto. È un disco che litiga continuamente con sé stesso. È come se avesse una sua personalità autonoma, un po’ drammatica, molto sincera, ogni tanto caotica, ma molto viva. Non cerca di essere perfetto, cerca di essere vero».
Tutto il discorso si sviluppa anche attorno a un’idea di femminilità che non è solo un tema ma un punto di vista: «Questo album voleva essere incentrato sulla mia femminilità, su quella delle mie amiche o dei miei amici che si sentono donne. Ma anche su situazioni pseudo-amorose che in realtà parlano di qualcosa di molto reale, di universale, in cui tutti si possono ritrovare».

Fra i brani più significativi c’è “Vento tra le braccia”, che racconta la leggerezza e la forza della ripartenza: «Non ricordavo quanto fosse bello andare al mare il lunedì» a Maratea, canta Arisa. Una frase in cui c’è già tutto, c’è la capacità di tornare a guardare l’orizzonte. In questo nuovo disco Arisa firma molte più canzoni che in passato, non per orgoglio autoriale ma per necessità: «Non mi voglio far ‘riconoscere’ solo per il fatto di avere una bella voce. Voglio anche raccontare la mia vita cercando di indicare una strada, che è esattamente quello che la musica ha fatto per me. Nei momenti di indecisione, di buio, in cui nessuno riusciva a darmi il consiglio che mi serviva, la musica riusciva sempre a darmelo. Voglio confrontarmi con lei con estrema sincerità, voglio darle tutto».
Il titolo racchiude la filosofia del progetto. Le foto mosse, di solito, si cancellano. Arisa non lo ha mai fatto: «Le ho sempre trovate artistiche e identificative del tempo che passa. I momenti belli dobbiamo tenerli stretti. E quando ci sono quelli tristi, ricordarsi che sono solo momenti. Stiamo troppo normalizzando il dolore. È giusto dire che esiste, ma è anche giusto dire che se ne può uscire».
Il tour collegato a “Foto mosse” partirà a maggio con una ‘data zero’ a Civitanova Marche (il 20 maggio). A seguire Milano e Roma (già sold out), poi praticamente ovunque in Italia durante l’estate. Infine un tour nei teatri già fissato per il prossimo autunno.
ARISA – LIVE PREMIÈRE
20 maggio 2026 – Civitanova Marche (MC), Teatro Rossini (data zero)
22 maggio 2026 – Roma, Teatro Brancaccio – SOLD OUT
29 maggio 2026 – Milano, Teatro Lirico – SOLD OUT
ARISA – SUMMER TOUR
13 giugno 2026 – Mestre (VE), Parco Bissuola
25 giugno 2026 – Alessandria, San Giorgio Festival – La Cittadella
28 giugno 2026 – Piacenza, Palazzo Farnese
30 giugno 2026 – Verona, Teatro Romano
4 luglio 2026 – Bard (AO), Forte di Bard
7 luglio 2026 – Castellazzo di Bollate (MI), Festival di Villa Arconati
11 luglio 2026 – Cervia (RA), Piazza Garibaldi
15 luglio 2026 – Caserta, Belvedere di San Leucio
19 luglio 2026 – Sampeyre (CN), Suoni dal Monviso
30 luglio 2026 – San Pancrazio Salentino (BR), Forum Eventi
2 agosto 2026 – Zafferana Etnea (CT), Etna in Scena – Anfiteatro Falcone e Borsellino
3 agosto 2026 – Palermo, Teatro Verdura
7 agosto 2026 – Marina di Pietrasanta (LU), La Versiliana Festival
8 agosto 2026 – Castiglioncello (LI), Castello Pasquini
21 agosto 2026 – Roccella Jonica (RC), Roccella Summer Festival / Teatro al Castello
29 agosto 2026 – Vicenza, Piazza dei Signori
4 settembre 2026 – Aquileia (UD), Piazza Capitolo
6 settembre 2026 – Macerata, Sferisterio
ARISA – LIVE TOUR
14 novembre 2026 – Parma, Teatro Regio
17 novembre 2026 – Genova, Politeama Genovese
19 novembre 2026 – Montecatini Terme (PT), Teatro Verdi
23 novembre 2026 – Lugano, LAC
25 novembre 2026 – Torino, Teatro Colosseo
28 novembre 2026 – Milano, Teatro Lirico
30 novembre 2026 – Firenze, Teatro Verdi
2 dicembre 2026 – Bari Bitritto, Palatour
4 dicembre 2026 – Napoli, Teatro Augusteo
7 dicembre 2026 – Roma, Teatro Brancaccio
10 dicembre 2026 – Bologna, Europauditorium
12 dicembre 2026 – Legnano (MI), Teatro Galleria
14 dicembre 2026 – Padova, Gran Teatro Geox
16 dicembre 2026 – Brescia, Teatro Clerici
21 dicembre 2026 – Cremona, Teatro Ponchielli
di Federico Arduini
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- Tag: musica
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