Ebola: a Milano negativi i casi sospetti su due persone
All’ospedale Sacco di Milano accertamenti su due italiani “con sintomatologia febbrile” rientrati dall’Uganda, Paese in cui al momento sono stati confermati sette casi di Ebola. Entrambi sono risultati negativi
Ebola: a Milano negativi i casi sospetti su due persone
All’ospedale Sacco di Milano accertamenti su due italiani “con sintomatologia febbrile” rientrati dall’Uganda, Paese in cui al momento sono stati confermati sette casi di Ebola. Entrambi sono risultati negativi
Ebola: a Milano negativi i casi sospetti su due persone
All’ospedale Sacco di Milano accertamenti su due italiani “con sintomatologia febbrile” rientrati dall’Uganda, Paese in cui al momento sono stati confermati sette casi di Ebola. Entrambi sono risultati negativi
All’ospedale Sacco di Milano accertamenti in corso su due italiani “con sintomatologia febbrile” rientrati dall’Uganda, Paese in cui al momento sono stati confermati sette casi di Ebola.
Si tratta di due cooperanti, entrambi trentenni, appartenenti a due diverse famiglie che hanno trascorso tre mesi in una zona al confine con il Congo per prestare aiuto alle popolazioni locali.
In serata l’esito negativo dei test al Sacco: i due hanno contratto il comunissimo batterio Shigella
Ebola in Italia, le parole di Guido Bertolaso
A spiegare il quadro è stato l’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Guido Bertolaso.
“Sette cittadini italiani, componenti di due famiglie diverse, sono rientrati dall’Uganda. Da una zona che si trova non lontano dal confine con il Congo e il Ruanda. Sono rientrati dopo una permanenza in quei territori di circa 3 mesi”, ha spiegato in conferenza stampa.
“Sono dei cooperanti. Dei volontari che si sono recati in quei territori per prestare il loro aiuto a favore di popolazioni che sicuramente vivono in condizioni molto più difficili e problematiche delle nostre. Rientrati in Italia, 24 ore fa, due di questi cittadini durante la notte hanno manifestato una sintomatologia di febbre. In un caso molto alta con nausea, vomito, diarrea e anche una leggera sintomatologia di carattere neurologico. Pensiamo – ha continuato Bertolaso – con i colleghi dell’ospedale Sacco di Milano che probabilmente la causa più possibile”, in uno dei due casi, “sia quella di una malaria. Magari anche malaria cerebrale, che è purtroppo una delle condizioni più serie di chi viene colpito da questa malattia”.
I due casi
Questo caso nello specifico riguarda “una ragazza trentenne, madre. La figlia, proprio nel corso della loro permanenza in Uganda, ha sviluppato la malaria. Quindi c’è anche un precedente nel nucleo familiare. Tale precedente ci fa pensare che possa essere questa la causa di una sintomatologia così seria da parte di questa signora”.
L’altro caso, ha proseguito, “riguarda il componente di un’altra famiglia. Un uomo di 31 anni che invece ha una temperatura corporea leggermente superiore” alla norma, “37,5-38 gradi. Con sintomi vaghi di problematiche di tipo intestinale che potrebbero essere legati a un fenomeno gastroenterico derivante da un cambio di territorio o quant’altro. Però – ha chiarito l’assessore – poiché provengono da una zona che è interessata in questo momento dall’epidemia di Ebola” da virus Bundibugyo in corso nella Repubblica Democratica del Congo con casi anche in Uganda, “ovviamente è scattato immediatamente quello che è il nostro meccanismo di vigilanza e di sorveglianza”.
di Margherita Medici
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