Tutelare la salute mentale nei posti di lavoro
Secondo l’ultimo report del Ministero della Salute, nel 2024 quasi 850mila persone si sono rivolte ai Dipartimenti di salute mentale per chiedere aiuto. L’associazione “Diritto a stare bene” ha elaborato una proposta di legge di iniziativa popolare, ecco in cosa consiste
Tutelare la salute mentale nei posti di lavoro
Secondo l’ultimo report del Ministero della Salute, nel 2024 quasi 850mila persone si sono rivolte ai Dipartimenti di salute mentale per chiedere aiuto. L’associazione “Diritto a stare bene” ha elaborato una proposta di legge di iniziativa popolare, ecco in cosa consiste
Tutelare la salute mentale nei posti di lavoro
Secondo l’ultimo report del Ministero della Salute, nel 2024 quasi 850mila persone si sono rivolte ai Dipartimenti di salute mentale per chiedere aiuto. L’associazione “Diritto a stare bene” ha elaborato una proposta di legge di iniziativa popolare, ecco in cosa consiste
Secondo l’ultimo report del Ministero della Salute, nel 2024 quasi 850mila persone si sono rivolte ai Dipartimenti di salute mentale per chiedere aiuto. Un dato che evidenzia un disagio diffuso ma anche costi economici rilevanti, se non altro perché i disturbi mentali aggravano altre patologie fisiche, rendendo necessarie cure più complesse e onerose. Si stima inoltre una riduzione media annua del Pil dell’1,7% tra il 2025 e il 2050, dovuta soprattutto alla minore partecipazione lavorativa e al calo della produttività.
In questo contesto l’associazione “Diritto a stare bene” ha elaborato una proposta di legge di iniziativa popolare, depositata in Senato dopo essere stata sottoscritta in poche settimane da oltre 70mila cittadini. Il suo obiettivo è quello di tutelare in modo strutturale la salute mentale nei luoghi di lavoro, intervenendo su stress lavoro-correlato, burnout, mobbing, discriminazioni e disagio organizzativo: condizioni che ogni anno colpiscono milioni di lavoratori, con un impatto rilevante anche sul sistema economico e produttivo del Paese.
In Italia esistono medico di base, pediatra e specialisti, ma manca una figura strutturata di psicologo di base e un dipartimento dedicato nelle Asl. La riforma proposta, dal costo stimato di oltre 3 miliardi, è stata pensata come un investimento: intervenire presto sul disagio psicologico significa ridurre dispersione scolastica, isolamento, violenza, bullismo, malattie psicosomatiche e assenze dal lavoro.
di Mario Catania
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