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AI, musica e il diritto di sapere

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Da quando l’AI è entrata nelle nostre vite, tutti abbiamo dovuto imparare a conviverci. Anche la musica, tra le più colpite, si trova oggi a fare i conti

AI, musica e il diritto di sapere

Da quando l’AI è entrata nelle nostre vite, tutti abbiamo dovuto imparare a conviverci. Anche la musica, tra le più colpite, si trova oggi a fare i conti

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AI, musica e il diritto di sapere

Da quando l’AI è entrata nelle nostre vite, tutti abbiamo dovuto imparare a conviverci. Anche la musica, tra le più colpite, si trova oggi a fare i conti

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Da quando l’AI è entrata nelle nostre vite, tutti abbiamo dovuto imparare a conviverci. Anche la musica, tra le più colpite, si trova oggi a fare i conti con un confine sempre più sottile tra creazione umana e produzione algoritmica. Ne è la prova la decisione di Bandcamp (servizio musicale che permette ad artisti indipendenti di promuovere e distribuire la loro musica online ndr), che ha appena vietato la pubblicazione di brani generati con l’AI per tutelare la “creatività autentica” della sua comunità. Inoltre, la piattaforma ha chiarito che l’uso dell’AI per imitare altri artisti o riprodurne lo stile è vietato, in linea con le politiche già in vigore contro l’impersonificazione e la violazione della proprietà intellettuale. Non che sia facile capire cosa sia stato prodotto dall’AI.

Un recente studio di Morgan Stanley sulle abitudini musicali del pubblico americano rivela come il 60% dei giovani tra i 18 e i 29 anni ascolta in media tre ore alla settimana di musica generata dall’AI, nella quasi totalità dei casi senza saperlo. In quanti, messi davanti ad una prova d’ascolto, saprebbero riconoscere con certezza cosa sia umano e cosa non lo sia? Quasi nessuno. Ecco perché diventa sempre più urgente che le piattaforme segnalino in modo chiaro (con una scritta visibile o un simbolo) quando un brano è stato creato dall’AI. Non per demonizzarla, ma per difendere la trasparenza, la consapevolezza e quel minimo, prezioso margine di umanità che ancora ci distingue dalle macchine. 

di Federico Arduini

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