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La televisione riparta da Sanremo

La 72esima edizione del Festival di Sanremo si è appena conclusa tra il successo generale di ascolti. Il dato più alto, che ha raggiunto il 72% di share, è stato registrato tra i giovanissimi. Una cifra record che apre alla riflessione sullo stato della televisione italiana tra i giovani.
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La televisione riparta da Sanremo

La 72esima edizione del Festival di Sanremo si è appena conclusa tra il successo generale di ascolti. Il dato più alto, che ha raggiunto il 72% di share, è stato registrato tra i giovanissimi. Una cifra record che apre alla riflessione sullo stato della televisione italiana tra i giovani.
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La televisione riparta da Sanremo

La 72esima edizione del Festival di Sanremo si è appena conclusa tra il successo generale di ascolti. Il dato più alto, che ha raggiunto il 72% di share, è stato registrato tra i giovanissimi. Una cifra record che apre alla riflessione sullo stato della televisione italiana tra i giovani.
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La 72esima edizione del Festival di Sanremo si è appena conclusa tra il successo generale di ascolti. Il dato più alto, che ha raggiunto il 72% di share, è stato registrato tra i giovanissimi. Una cifra record che apre alla riflessione sullo stato della televisione italiana tra i giovani.
Nell’immaginario collettivo la televisione italiana viene vista come un insieme di canali dai contenuti oramai superati, incapaci di offrire nuove idee e, per questo motivo, di gran lunga superati dalle nuove piattaforme streaming. E da un certo punto di vista è così. Secondo l’indagine “CTV: Anticipare il futuro” realizzata da Harris Interactive per Magnite, l’83% della popolazione italiana utilizza la “tv connessa” almeno una volta alla settimana e oltre il 52% lo fa quotidianamente per fruire dei servizi mediali online. Poi arriva la settimana “sacra” di Sanremo e la situazione si ribalta. Tralasciando tutta l’attesa e l’hype della partenza dell’evento che quest’anno come mai prima d’ora ha coinvolto tutto il pubblico, soprattutto quello social, questa edizione del Festival di Sanremo non è stata solo una riconferma dal punto di vista musicale della grande capacità del direttore artistico di intercettare il gusto del pubblico e le tendenze degli ultimi anni. La kermesse, infatti, è stata una vera e propria opportunità per rinnovare dall’interno il servizio offerto ai telespettatori.

E i dati di ascolto record permettono (anzi impongono quasi) una riflessione sullo stato della televisione italiana.

La media di share ha raggiunto picchi in particolare fra i giovani, più precisamente il 72,65% sul pubblico fra i 20 e i 24 anni e il 71,54% fra i 15 e i 19 anni, confermandosi un’edizione da record anche sulle piattaforme digitali: considerando tutti i contenuti on demand, l’intera edizione del Festival ha registrato 29,5 milioni di visualizzazioni con un aumento del 48% rispetto al 2021. “Sanremo 2022 ha unito le generazioni, mettendo insieme cantanti di ogni età. Ha fatto parlare, con linguaggi diversi, una società attuale ed inclusiva” ha detto la presidente Rai, Marinella Soldi, sottolineando come l’offerta Rai abbia attraversato tutte le piattaforme. Probabilmente l’enorme portata di tale successo è da ricercare proprio nella capacità di tutto l’entourage dietro al Festival di aver combinato generi e linguaggi diversi che arrivassero direttamente al cuore del pubblico, soprattutto quello dei giovanissimi.

Com’è possibile ottenere un vasto consenso da parte della Generazione Z grazie ad artisti mai così diversi tra loro come Mahmood e BLANCO e Gianni Morandi?

Sarà per quel senso di tenerezza che quest’ultimo infonde quasi come fosse il nonno di tutti o per la bellezza oggettiva delle canzoni, eppure è successo. Certo, anche in questa edizione gli scivoloni come ospiti e monologhi non sempre azzeccati o addirittura errori tecnici, ci sono stati. Ma la rilevanza del servizio pubblico si misura anche sulla capacità di essere presenti dove si crea dibattito e si formano opinioni. Quindi anche e soprattutto sui social

Anche qui l’edizione 2022 è stata l’evento televisivo più discusso, generando un totale di 33,6 milioni di interazioni, con un aumento del 13% rispetto all’anno precedente. 

La televisione italiana viene costantemente data per “finita”, superata ormai dalle più recenti piattaforme streaming e social, che tendono ad adoperare una netta distinzione tra un pubblico televisivo più adulto e tradizionale e un pubblico più giovane e smart. Per una volta, invece, queste due tipologie di pubblico coincidono, come dimostra la meritata vittoria della coppia Mahmood-BLANCO (e dei Maneskin lo scorso anno). E poco importa se ciò è avvenuto per merito di un FantaSanremo che ha spopolato sul web ma anche sul palco dell’Ariston o per una serie di scelte riuscite. Il boom tra i giovani è un piccolo miracolo televisivo che negli ultimi anni si sta verificando sempre di più e dal quale sarebbe necessario che la tv prendesse spunto per ripartire.   Di Alessia Luceri

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