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Arianna Fontana, pattinatrice di short track e portabandiera dell’Italia a Milano Cortina 2026: “Provo un forte senso di responsabilità”

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Sarà la sua sesta Olimpiade, a quasi 36 anni: basterebbe già soltanto questo per definire Arianna Fontana. Le parole dell’azzurra

Arianna Fontana, pattinatrice di short track e portabandiera dell’Italia a Milano Cortina 2026: “Provo un forte senso di responsabilità”

Sarà la sua sesta Olimpiade, a quasi 36 anni: basterebbe già soltanto questo per definire Arianna Fontana. Le parole dell’azzurra

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Arianna Fontana, pattinatrice di short track e portabandiera dell’Italia a Milano Cortina 2026: “Provo un forte senso di responsabilità”

Sarà la sua sesta Olimpiade, a quasi 36 anni: basterebbe già soltanto questo per definire Arianna Fontana. Le parole dell’azzurra

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Sarà la sua sesta Olimpiade. A quasi 36 anni. Basterebbe già soltanto questo per definire Arianna Fontana. E invece ci sono tanti altri motivi per cui è stata scelta anche lei per sfilare venerdì prossimo allo stadio “Giuseppe Meazza” di Milano con il tricolore in mano (assieme a Federica Brignone, Federico Pellegrino e Amos Mosaner) durante la cerimonia di apertura di Milano Cortina.

Tanto per capirsi, Fontana diventerà in questo modo la prima azzurra di sempre a essere portabandiera della Nazionale ai Giochi per due volte: lo era infatti già stata nell’edizione di Pyeongchang 2018. E poi c’è il palmarès. Nel conto della sua grandezza vanno incluse 11 medaglie (due ori, quattro argenti e cinque bronzi) ai Giochi invernali: la prima all’edizione di Torino 2006, quando aveva appena 15 anni e 10 mesi e ottenne un bronzo nella staffetta sui 3mila metri che la consacrò come la più giovane azzurra di sempre in ambito olimpico. Poi ci sono anche 13 medaglie mondiali (fra cui un oro) e ben 34 europee (18 ori).

Arianna Fontana: “Provo un forte senso di responsabilità”

Ma Arianna Fontana è andata oltre i medaglieri. Grazie a lei la disciplina dello Short Track, il pattinaggio di velocità in pista corta, ha trovato una dimensione in Italia: «Ne sono consapevole, per questo provo un forte senso di responsabilità. I risultati e le presenze raccontano un percorso lungo e coerente, fatto di continuità e lavoro. Aver rappresentato il mio Paese per così tanti anni è motivo di orgoglio, ma oggi l’attenzione è rivolta soprattutto all’impegno che mi attende: onorare questa storia continuando a competere con serietà e rispetto per la maglia azzurra» spiega a “La Ragione”.

I più grandi fuoriclasse italiani nella storia degli sport invernali non hanno goduto del privilegio di rappresentare il nostro Paese alle Olimpiadi in casa: da Alberto Tomba a Gustav Thoeni, da Deborah Compagnoni a Manuela Di Centa. Fontana sarà prima anche in questo, scendendo in pista il 10 febbraio. Con l’obiettivo dichiarato di raggiungere la finale nelle cinque prove in cui si esibirà sul ghiaccio: «È davvero un privilegio raro e significativo. Essere protagonista di un’Olimpiade in casa comporta una carica emotiva particolare e una responsabilità ulteriore. L’obiettivo sarà trasformare questa energia in concentrazione, mantenendo equilibrio e lucidità. È un’occasione unica e voglio viverla con gratitudine e presenza».

La sua marcia di avvicinamento a Milano Cortina è passata attraverso il successo nei 1.500 metri agli Europei a Tilburg (Paesi Bassi), oltre ad aver guidato la staffetta femminile all’argento. A Milano ci saranno anche le atlete asiatiche (soprattutto le cinesi), le canadesi e le statunitensi, ma lei è pienamente in lizza per le medaglie.

L’azzurra è pienamente in lizza per le medaglie

Dovesse centrarne due, affiancherebbe un mito della scherma e dello sport italiano come Edoardo Mangiarotti in testa alla classifica degli azzurri che hanno vinto il maggior numero di medaglie olimpiche, comprese le edizioni estive dei Giochi.

Dovesse vincerne tre, finirebbe addirittura in testa da sola. Ma non è soltanto una questione di record personali: «Non gareggio certo soltanto per questo. Le Olimpiadi rappresentano un’occasione strategica di valorizzazione del territorio. Milano come città simbolo di innovazione, organizzazione e apertura internazionale e la Valtellina, con il suo patrimonio naturale, sportivo e culturale, raccontano insieme due anime complementari del Paese» riflette l’azzurra. «Da un lato la capacità di progettare e gestire grandi eventi in contesti urbani complessi, dall’altro la valorizzazione delle aree montane, della sostenibilità e della tradizione sportiva legata al territorio. Milano Cortina 2026 può essere il modello di un’Olimpiade diffusa, capace di generare un’eredità concreta e duratura in termini sportivi ma anche economici, infrastrutturali e culturali».

di Nicola Sellitti

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