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Djokovic è troppo. Per ora

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Novak Djokovic è il campione delle Nitto Atp Finals 2023.  Ha vinto l’ottavo torneo su 12 disputati, comprese tre prove dello Slam

Djokovic è troppo. Per ora

Novak Djokovic è il campione delle Nitto Atp Finals 2023.  Ha vinto l’ottavo torneo su 12 disputati, comprese tre prove dello Slam

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Djokovic è troppo. Per ora

Novak Djokovic è il campione delle Nitto Atp Finals 2023.  Ha vinto l’ottavo torneo su 12 disputati, comprese tre prove dello Slam

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Una lezione di 90 minuti da mandare a memoria, senza neppure la pausa caffè. Il docente Nole si è messo alla cattedra in versione Socrate: per Jannik, come ieri per Carlos Alcaraz, c’è solo da prendere appunti e aspettare il proprio turno, che comunque arriverà quando il cannibale serbo avrà deciso di smettere di inseguire titoli e record. Era prevedibile questo epilogo, conoscendo il carattere di Djokovic. La domenica è il suo giorno, nelle finali diventa ancora più aggressivo, famelico, alla ricerca compiuta delle righe e dell’anima dell’avversario. E’ accaduto anche a Torino, nonostante il pubblico, nonostante il Sinner del secondo set che ha provato a cambiare spartito, rivedere il piano gara, tra palle corte e gioco a rete. E questo perché il livello espresso dal serbo è stato davvero troppo alto per Sinner. Lo sarebbe stato con ogni probabilità anche con la versione deluxe dell’italiano, quella mostrata qualche giorno fa proprio contro Nole, mentre oggi era poco centrato e lento, soprattutto nel primo set. Ma oggi in finale c’era un altro Djokovic, quello con cui scendere a patti è estremamente complesso.
 
E’ il più forte, non sente il peso dell’età, specie nelle partite due set su tre. Ha vinto l’ottavo torneo su 12 disputati, comprese tre prove dello Slam: a Wimbledon ha perso da Alcaraz solo al quinto set.
 
Il meraviglioso Jannik di questa settimana alle Finals di Torino, così come la versione di livello di Alcaraz 24 ore prima, non basta contro il fighter più forte della storia dello sport. Come lui forse solo Michael Jordan o Kobe Bryant, agonista come nessuno, che fiuta l’odore del sangue. Aveva perso con Sinner, si è appuntato la sconfitta, è tornato più forte. La lezione di Nole, sette volte vincitore alle Finals, superando Roger Federer a sei. Il passaggio più doloroso per Sinner è la chiusura della partita con un doppio fallo. Ma poco cambia: Jannik si è preso gli italiani, ha avvicinato i ragazzi al tennis, ha portato la finale su Rai 1. Il suo percorso è lanciato, ora verso la Coppa Davis (dove potrebbe ritrovare Nole..), poi verso il 2024 che deve essere l’anno di una prova del Grand Slam, Con il permesso del professore di Belgrado.
Di Nicola Sellitti

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