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Italvolley femminile: al Mondiale per vincere

Intervista a Davide Mazzanti, commissario tecnico dell’Italvolley femminile, in attesa dei Mondiali.

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Algoritmi, consapevolezza e il fattore Egonu. L’Italvolley femminile si scalda per il via ai Mondiali e scende in campo domani ad Arnhem (Olanda, ore 15) contro il Camerun. Le azzurre – inserite nella Pool A con camerunensi, olandesi, keniote, belghe e portoricane – si presentano con i galloni di campionesse d’Europa e vincitrici della Nations League, proprio mentre in Italia il vento della pallavolo spira ancora forte per il trionfo del sestetto di Fefè De Giorgi ai Mondiali polacchi.

«Non ci facciamo condizionare dalle aspettative intorno a noi, sappiamo chi siamo e dove vogliamo arrivare, soprattutto dopo aver lavorato tanto per un diverso approccio alle partite» spiega il commissario tecnico dell’Italia, Davide Mazzanti. «Ora pensiamo solamente ai nostri aspetti del gioco. Da tempo il gruppo si esprime ad alti livelli, è arrivato a un ottimo grado di maturazione, si è fatto uno step in avanti ma c’è ancora tanta strada da fare. Dobbiamo avere la fame di rubare qualcosa agli altri».

In ambito sportivo Mazzanti è uno dei pionieri nell’utilizzo dei numeri per la preparazione delle partite. L’obiettivo è individualizzare il talento dei campioni grazie ai big data che, capaci di gestire una quantità di dati superiori alla media, analizzano le tendenze della squadra e delle avversarie. «Gli algoritmi forniscono la base per migliorare aspetti del gioco e ci hanno aiutato a distribuire diversamente la nostra fase offensiva, perché le avversarie preparano piani speciali a muro e in difesa per contenere la forza di Paola Egonu» spiega Mazzanti. «Ho però imparato a fidarmi di più delle mie sensazioni durante le partite. Servono pensieri veloci: se si ragiona troppo si perde poi il timing, il momento per intervenire».

Le azzurre ripartono dall’argento iridato di quattro anni fa. Le avversarie per il titolo mondiale sono Serbia, Cina, Stati Uniti, Polonia. Si corre per una medaglia per poi mettere a fuoco le Olimpiadi di Parigi 2024. Il mancato ingresso in zona medaglie a Tokyo 2020 è una specie di cubo di Rubik per commissario tecnico e giocatrici. Come già avvenuto per la selezione maschile di De Giorgi, alle spalle di Egonu, Orro e Sylla è pronto il ricambio: un manipolo di under 22 che attendono solo di prendere l’ascensore e arrivare in azzurro. «La base del volley italiano è ottima» osserva Mazzanti. «Ho notato come le nostre atlete facciano un salto di qualità in anticipo, già a 18-19 anni sono in grado di competere con le migliori. Certo, esiste l’altro lato della Luna. Essere pronte fisicamente non significa riuscire a reggere la pressione mediatica e tutto quello che gira intorno agli atleti, compreso l’utilizzo dei social».

di Nicola Sellitti

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