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L’anno che sconvolse il tennis

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Non riusciamo neanche più a fare l’elenco dei trionfi, delle posizioni in classifica scalate, delle coppe sollevate al cielo in questo pazzesco 2024 del tennis italiano

L’anno che sconvolse il tennis

Non riusciamo neanche più a fare l’elenco dei trionfi, delle posizioni in classifica scalate, delle coppe sollevate al cielo in questo pazzesco 2024 del tennis italiano

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L’anno che sconvolse il tennis

Non riusciamo neanche più a fare l’elenco dei trionfi, delle posizioni in classifica scalate, delle coppe sollevate al cielo in questo pazzesco 2024 del tennis italiano

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Non svegliateci.

Non riusciamo neanche più a fare l’elenco dei trionfi, delle posizioni in classifica scalate, delle coppe sollevate al cielo in questo pazzesco 2024 del tennis italiano.

Jasmine Paolini, una ragazza che un anno fa esatto la stragrande maggioranza di noi conosceva forse di striscio e solo se grandi appassionati di sport, ci ha condotto alla vittoria nella Billie Jean King Cup, la Coppa del mondo a squadre del tennis femminile.

Una finale senza storia, contro la sorprendente Slovacchia, troppo tenera per poter dar fastidio alle azzurre. Guidate dalla capitana Garbin, che ha visto il baratro nella vita e ne è emersa con la consapevolezza e la forza di chi conosce il giusto ordine delle cose.

E oggi cominciano gli uomini campioni in carica, schierando subito Jannik Sinner nel quarto di finale contro l’Argentina.

Questa è un’altra storia, che racconteremo più tardi, mentre per ora si resta semplicemente basiti: sempre 12 mesi fa, oggi, eravamo in fase di decollo. Stavamo allacciando le cinture al fenomeno Sinner, ma se ci avessero detto che avremmo vinto una Coppa Davis, due Slam – due slam! – con il N.1 al mondo altoatesino, la medaglia d’oro alle Olimpiadi di Parigi nel doppio con Paolini e Errani, le Atp Finals in casa ancora una volta con lo schiacciasassi Sinner e un bel po’ di tornei in giro per il mondo ci saremmo auto ricoverati per sospetta follia.

Invece è accaduto e non per caso.

Ecco, questo è il punto: nulla di quello che abbiamo elencato, vissuto, ricordato è avvenuto minimamente per caso. Si chiama programmazione, fatica, abnegazione, ossessione, talento.

Poi c’è il fenomeno che nasce una volta ogni cinquant’anni e che di nome fa Jannik, ma tutto il resto (e ovviamente anche lui) sono l’esatto opposto del caso. Cerchiamo di non dimenticarlo mai e godiamocela fino in fondo.

di Fulvio Giuliani

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