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La determinazione dei numeri uno non è mai un caso

Lionel Messi, l’atleta bielorussa Tsimanouskaya, Marcell Jacobs hanno da spartire molto più di quanto si possa pensare. Un talento che trova linfa nelle difficoltà.

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La notizia improvvisa della rottura tra Lionel Messi e il Barcellona dopo ben 21 anni insieme è stata un fulmine a ciel sereno per gli sportivi più romantici. Inizia ora una nuova era. Nonostante da oltre un anno per diversi motivi si parlasse di questo possibile divorzio, si fa fatica a pensare a Messi lontano dai blaugrana.

A rovinare il sodalizio tra le parti “ostacoli economici e strutturali”.

Non ci sono statistiche che tengano, per noi tutti Messi è il Barcellona e il Barcellona è Messi, un connubio difficile da immaginare diversamente.

Leo Messi, un esempio da seguire non solo per il calcio

Lionel Messi, in modo particolare per i giovani, non è solo uno tra i più forti calciatori al mondo ma un vero e proprio idolo. La sua storia ha fatto comprendere come caparbietà e determinazione siano state alla base del suo successo, non solamente calcistico.

Nonostante fosse un fuoriclasse fin da piccolo, non si è mai demoralizzato quando, a causa della sua malattia – una forma di ipopituitarismo diagnosticata all’età di 11 anni – alcune squadre non si potevano permettere di comprarlo perché non riuscivano a pagare anche le sue cure. La sua fortuna fu proprio quella di essere notato e inviato nelle giovanili del Barcellona che potè garantirgli le cure di cui aveva bisogno.

La “Pulce” più famosa del calcio rappresenta l’esempio di persona che ce l’ha fatta. Dalla cantera, le scuole di calcio giovanili spagnole, ad essere il più grande realizzatore della storia del club blaugrana la strada non è stata sempre tutta in discesa.

Leo è fonte di motivazione e per molti un esempio di vita. Non si è mai dato per vinto; ha sempre lottato contro tutto e tutti, in campo e non, pur di riuscire a raggiungere i suoi obiettivi. Il più grande realizzatore della storia del club blaugrana, i suoi gol, gli assist, i dribbling, tutto ciò che ha realizzato è stato possibile grazie alla sua determinazione.

A volte gli ostacoli non sono solo fisici, ma anche burocratici

Di passione e determinazione ne sa qualcosa anche l’atleta bielorussa Krystsina Tsimanouskaya che, sulle  proprie Instagram Stories, ha denunciato un tentativo di rimpatrio forzato dal regime bielorusso a causa di critiche mosse verso i suoi allenatori alle Olimpiadi, che sono stati prontamente espulsi.

Ha avuto il coraggio di denunciare e così facendo è riuscita a superare questo ostacolo, il più difficile di Tokyo 2020.

Bene ha fatto la velocista, costretta a ritirarsi dai giochi, che ora si trova in Polonia, e ha vinto così la sua corsa più difficile. Questa decisione è stata la sua più grande vittoria che le è valsa più di una medaglia d’oro.

Jacobs, il cambio di rotta e la storica medaglia d’oro

Anche Marcell Jacobs, primo italiano a partecipare alla finale dei 100 m e a vincerla, ha superato sé stesso.

Ma per il più veloce al mondo non è stato facile scegliere la strada giusta e arrivare fino in fondo; per raggiungere un traguardo del genere non ha avuto vita facile.

Tra infortuni e cambio di disciplina, arriva a dedicarsi solo alla corsa dal 2018. Prima infatti la sua specialità incredibilmente era il salto in lungo. Solo con il duro lavoro è riuscito ad arrivare a questo obiettivo.

La forza di volontà, fondamentale per riuscire

La fatica, il duro allenamento e le rinunce del passato per questi atleti sono serviti per raggiungere i loro obiettivi.

Conquistare certi traguardi era impensabile per molti ma non per loro che non si sono mai dati per vinti e ce l’hanno fatta.

 

di Filippo Messina

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