Iran, le calciatrici della nazionale femminile che non avevano cantato l’inno arrivano in aeroporto a Istanbul: direzione Teheran. Fra loro anche chi aveva chiesto asilo politico in Australia – IL VIDEO
Le calciatrici della nazionale femminile dell’Iran, la cui “protesta silenziosa” ha fatto in poco tempo il giro del mondo, tornano a casa: direzione Teheran
Le calciatrici della nazionale femminile dell’Iran, la cui “protesta silenziosa” (le giocatrici non hanno cantato l’inno nazionale prima dell’inizio di una partita di Coppa d’Asia disputata in Australia) ha fatto in poco tempo il giro del mondo, sono arrivate all’aeroporto di Istanbul, pronte a imbarcarsi e prendere il volo per tornare a casa: direzione Teheran.
Fra loro ci sono anche le cinque calciatrici che – dopo le polemiche da parte di alcune persone nel loro Paese (Mohammad Reza Shahbazi, il presentatore della tv di Stato iraniana, le ha subito definite “traditrici in tempo di guerra”) per non aver cantato l’inno – hanno fatto domanda di asilo politico (subito accettato) a Canberra ma poi hanno ritirato tale richiesta.
Secondo quanto riferito dai funzionari, la squadra di calcio femminile dell’Iran ha viaggiato dall’Australia alla Malesia; poi Oman e Turchia.
Datuk Seri Windsor John, il segretario generale della Federazione Calcio Asia, ha dichiarato di non essere a conoscenza della pianificazione del viaggio del club iraniano dopo l’arrivo in Oman perché è stato organizzato dall’ambasciata dell’Iran.
“Abbiamo parlato con i dirigenti della squadra iraniana, con gli allenatori e con il capo delegazione“, ha detto Datuk Seri Windsor John.
E ancora: “Le ragazze sono di ottimo umore. Non sono demotivate e non sembrano spaventate“.
di Filippo Messina
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