Manuela Di Centa, leggenda dello sci di fondo azzurro: “Aspettiamoci grandi cose a Milano Cortina”
Manuela Di Centa si sente ancora in gara: “Quando smetti con l’agonismo, lo fai solo con il cronometro vero perché la competitività non svanisce mai”. Le sue parole
Manuela Di Centa, leggenda dello sci di fondo azzurro: “Aspettiamoci grandi cose a Milano Cortina”
Manuela Di Centa si sente ancora in gara: “Quando smetti con l’agonismo, lo fai solo con il cronometro vero perché la competitività non svanisce mai”. Le sue parole
Manuela Di Centa, leggenda dello sci di fondo azzurro: “Aspettiamoci grandi cose a Milano Cortina”
Manuela Di Centa si sente ancora in gara: “Quando smetti con l’agonismo, lo fai solo con il cronometro vero perché la competitività non svanisce mai”. Le sue parole
Manuela Di Centa si sente ancora in gara. «Quando smetti con l’agonismo, lo fai solo con il cronometro vero perché la competitività non svanisce mai» spiega a “La Ragione” la fuoriclasse senza tempo dello sci di fondo italiano. Sette medaglie olimpiche, cinque delle quali in una sola edizione: i Giochi di Lillehammer 1994, quelli dell’oro nella 30 chilometri (più due argenti e un bronzo), la vetta più alta di una carriera deluxe.
Le sue sono imprese obiettivamente irripetibili, ma Di Centa nutre grande fiducia nella spedizione azzurra per gli ormai imminenti Giochi di Milano Cortina: «Ci attendiamo grandi cose, so per certo che le nostre varie Federazioni hanno lavorato al meglio, preparandosi con metodo per questo straordinario evento. Andiamo fortissimo nello slittino, poi c’è il biathlon nel cui staff tecnico c’è anche mio fratello Giorgio (doppio oro ai Giochi invernali di Torino 2006, in staffetta e nella 50 chilometri, ndr)».
Di Centa è un cognome ormai entrato a pieno titolo fra le leggende dello sport italiano. L’ultima conferma in ordine di tempo è stata la cerimonia al Quirinale con cui il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, le ha conferito l’onorificenza di Grande ufficiale dell’ordine al merito della Repubblica Italiana.
Manuela Di Centa: “È stato un momento che mi ha profondamente emozionato”
«È stato un momento che mi ha profondamente emozionato, perché rappresenta il coronamento di un percorso nello sport condotto con serietà e rispetto. Un percorso fatto di fatica, di tante persone incontrate lungo la strada e di un’Italia che mi ha sempre sostenuta. Ho cercato di onorare il nostro Paese sugli sci, ogni giorno. Il Presidente riserva un grande interesse per lo sport di alto livello ma anche per quello di base. Parla per lui anche la sua decisione di concedere il Cavalierato – un riconoscimento che era sempre andato solo a chi conquistava il podio alle Olimpiadi – anche a chi arriva al quarto posto» riflette la fuoriclasse friulana.
Con il capo dello Stato Di Centa ha scambiato anche qualche considerazione sul recente ritorno alle gare di Federica Brignone, a 10 mesi dal terribile incidente che l’ha costretta a vari interventi chirurgici e a una lunga rieducazione a un ginocchio: «Per me Federica ha già vinto la sua medaglia, che metto idealmente nel conto complessivo del medagliere azzurro» dice. «Con il Presidente Mattarella si rifletteva sul fatto che, con quello che ha passato, Brignone ha già vinto la sua medaglia della salute e dell’onore: ce l’ha fatta in tempo per i Giochi, è tornata a gareggiare, un’impresa incredibile. E lo dico da ex atleta, da donna della neve. Certo, le mancano gli allenamenti, le gare, tanto altro. Ma la sua energia e le sue innate capacità tecniche significano tantissimo. Vedremo cosa riuscirà a fare».
Pur avendo preso parte a cinque edizioni dei Giochi, l’azzurra non ha mai vissuto da atleta le Olimpiadi in Italia
Pur avendo preso parte a cinque edizioni dei Giochi, Di Centa non ha mai vissuto da atleta le Olimpiadi in Italia: «Purtroppo è un’esperienza che mi è mancata, anche se ho in qualche modo potuto assaporarla durante l’edizione di Torino 2006 attraverso mio fratello Giorgio che faceva parte degli Azzurri» spiega Manuela. «Gli atleti sanno quanto sia importante esserci, in un’occasione come questa. E se da un lato c’è l’onore personale di poter gareggiare in casa, dall’altro ci si deve mettere dentro, moltiplicate all’ennesima potenza, un pezzo di cuore e di anima».
Mesi fa Di Centa, membro onorario del Comitato olimpico internazionale, si è esposta sulla realizzazione di opere e infrastrutture per Milano Cortina 2026, avendo contatti frequenti con il Comitato organizzatore: «Il governo ha seguito da vicino la realizzazione dei progetti sulle infrastrutture, dal ministro per lo Sport Andrea Abodi al ministro competente, Matteo Salvini. Conta ciò che si è fatto e ciò che si sta facendo. Non tutto finisce con l’Olimpiade, che sono invece un volano, una grande opportunità. Grazie ai Giochi i Paesi ospitanti ricevono una spinta propulsiva per fare opere che normalmente verrebbero rimandate nel tempo, ma che grazie alle Olimpiadi riescono ad avere tempi certi di realizzazione. Dobbiamo approfittarne».
di Nicola Sellitti
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