“Ceccon? È un fenomeno”, parla Massimiliano Rosolino
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Intervista a Massimiliano Rosolino, il nuotatore italiano più medagliato alle Olimpiadi. Ceccon? Un fenomeno. L’azzurro ci parla anche di Paltrinieri, Martinenghi e Quadarella
“Ceccon? È un fenomeno”, parla Massimiliano Rosolino
Intervista a Massimiliano Rosolino, il nuotatore italiano più medagliato alle Olimpiadi. Ceccon? Un fenomeno. L’azzurro ci parla anche di Paltrinieri, Martinenghi e Quadarella
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Intervista a Massimiliano Rosolino, il nuotatore italiano più medagliato alle Olimpiadi. Ceccon? Un fenomeno. L’azzurro ci parla anche di Paltrinieri, Martinenghi e Quadarella
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AUTORE: Nicola Sellitti
Un argento che sa di delusione. Ma solo perché Thomas Ceccon considera il secondo posto solo “il primo posto dei perdenti”, come ha spiegato ieri dopo il trionfo nei 50 farfalla. Il 22enne veneto si è dovuto arrendere nei 100 dorso all’americano Ryan Murphy, nuotando più piano rispetto al parziale nella semifinale di ieri. In ogni caso, è la terza medaglia mondiale in meno di 24 ore per un fuoriclasse che è studiato, analizzato da tecnici americani e australiani, impazziti per il suo stile in acqua.
“Thomas è una belva, è un talento straordinario, questo secondo posto lo motiverà per bene per la 4X100 misti, anche se lui non sottovaluta nessuno, semplicemente ha patito un po’ di fatica per le troppe gare in meno di 24 ore. Ma è un fenomeno”, ci dice Massimiliano Rosolino, che è semplicemente il nuotatore italiano più medagliato alle Olimpiadi: quattro metalli, poi 15 titoli mondiali (ha vinto anche a Fukuoka: nel 2001 nei 200 stile libero) e 41 medaglie continentali.
Di solito i migliori si “annusano”. Si riconoscono a vicenda. Rosolino rivede in Ceccon l’equilibrio tra voglia di far fatica e consapevolezza di se stesso. L’equazione, racconta Max, che ha portato alla grandezza Michael Phelps, il più grande nuotatore di sempre con 28 medaglie olimpiche: “Tra Thomas e il suo allenatore, Alberto Burlina, c’è quel feeling speciale che porta solo a grandi cose, soprattutto in ottica olimpica, con la consapevolezza di stringere i denti quando si deve e allentare quando serve”, aggiunge Rosolino, “Ceccon è tra i più talentuosi al mondo ed è il vertice della nostra nazionale, dove ci sono altre stelle di prima grandezza. Non a caso è la nazionale più forte di sempre”, ammette il fuoriclasse napoletano, che ricorda anche le prestazioni di Nicolò Martinenghi, domani in finale nei 100 stile libero e già a medaglia ai Mondiali giapponesi: “Nicolò è un grande animale da gara. Ha ottenuto una medaglia importante e non era facile, perché quando magari non centri il risultato poi sei assalito dai dubbi. Invece lui è uno fortissimo e così Simona Quadarella che è riuscita a centrare l’argento sui 1500 senza farsi coinvolgere dal ritmo folle di Katie Ledecky, una leggenda che in acqua non può essere arginata”.
Max allunga lo sguardo a domani e riserva un pensiero a Gregorio Paltrinieri. Tra Ceccon, Martinenghi e Quadarella, sta arrivando di nuovo il momento del fenomeno di Varese: è in finale negli 800 stile libero dopo l’argento nella 5 km in mare e l’oro nella staffetta 4×1500 sempre in mare: “Greg rispetto a Thomas ama allenarsi in gruppo ma è parimenti un killer ai nastri di partenza”, nota Rosolino, “Ha fatto 10 km, 5 km, poi la staffetta, ora gli 800, poi i 1500. Appartiene alla categoria degli ironman, è un fuoriclasse senza tempo, simbolo di una generazione. Ora deve reggere a questi ritmi fino ai Giochi olimpici di Parigi del prossimo anno e può farcela”.
di Nicola Sellitti
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