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Batterie Tesla: efficacia del riciclo al 92%, ma non basta

L’ultimo report della casa americana ha rivelato un’efficacia di riciclo delle batterie pari al 92%, migliorando i risultati dell’anno precedente. Stupisce il dato sul cobalto, ma il sistema di recupero non basta a soddisfare il mercato.
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Batterie Tesla: efficacia del riciclo al 92%, ma non basta

L’ultimo report della casa americana ha rivelato un’efficacia di riciclo delle batterie pari al 92%, migliorando i risultati dell’anno precedente. Stupisce il dato sul cobalto, ma il sistema di recupero non basta a soddisfare il mercato.
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Batterie Tesla: efficacia del riciclo al 92%, ma non basta

L’ultimo report della casa americana ha rivelato un’efficacia di riciclo delle batterie pari al 92%, migliorando i risultati dell’anno precedente. Stupisce il dato sul cobalto, ma il sistema di recupero non basta a soddisfare il mercato.
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L’ultimo report della casa americana ha rivelato un’efficacia di riciclo delle batterie pari al 92%, migliorando i risultati dell’anno precedente. Stupisce il dato sul cobalto, ma il sistema di recupero non basta a soddisfare il mercato.

Tesla ha appena pubblicato il report 2021 sull’efficacia del riciclo delle sue batterie, evidenziando ottimi risultati. Un punto di partenza importante, considerando che l’argomento principale dei detrattori delle batterie elettriche è il costo ambientale del loro smaltimento. 

Va sottolineato, poi, che la paura sullo smaltimento è un po’ distorta.  Oltre al costo ambientale, problema al centro delle critiche, c’è un costo economico che nessuna azienda vuole sopportare. Per questo, quasi tutti i costruttori prevedono una seconda vita delle batterie prodotte. Quando un accumulatore non è più adatto alla trazione dei veicoli, viene trasformato in batterie di accumulo domestico o di supporto alle energie rinnovabili o alle colonnine di ricarica.

Dopo questa fase c’è quella del vero e proprio riciclaggio, dove l’obbiettivo è recuperare più materia prima possibile, in particolare gli elementi rari come nichel, rame o cobalto.

I NUMERI DEL REPORT DI TESLA SUL RICICLO DI BATTERIE

Nel report pubblicato gli scorsi giorni, Tesla ha rivelato un’efficacia di riciclo del 92%. Nel 2021, la casa americana ha recuperato 1.500 tonnellate di nichel, rispetto alle 1.300 del 2020, mentre il recupero del rame è sceso a 300 tonnellate, rispetto alle 400 tonnellate del 2020. Ma il dato che stupisce è quello sul cobalto, la cui estrazione incide pesantemente sia sulle casse della società che sull’ambiente. Il recupero di questo minerale è salito a 200 tonnellate, raddoppiando rispetto alle 80 recuperate nel 2020. I processi di riciclo avvengono interamente all’interno delle Gigafactory stesse.

Un altro elemento interessante è la velocità di riciclo: Tesla ha dichiarato di poter riciclare più di 50 tonnellate di materie prime a settimana. Considerando i costi attuali, il cobalto riciclato vale circa 16 milioni di dollari, mentre il nichel ben 45 milioni.

Al netto del recupero economico, che resta un beneficio dell’azienda, la nota positiva è l’alleggerimento dell’impatto ambientale, ancora non quantificabile in termini numerici, ma indubbiamente rilevante vista l’efficacia del riciclo al 92%.

TESLA: “NECESSARIO AFFIDARSI ALL’ESTRAZIONE DI NUOVE MATERIE PRIME”

Nel report la stessa azienda sottolinea che il progresso nel riciclo non basta: restano pochi pacchi batteria difettosi e spesso derivano da flotte, taxi e simili. Un’altra parte degli accumulatori riciclati arriva dalla divisione di ricerca e sviluppo, che destina al riciclo il 100% delle batterie utilizzate nei test.

“Sebbene si riconosca il ruolo fondamentale che il riciclo delle batterie svolgerà nella fornitura di una parte di questi materiali per consentire una catena di approvvigionamento a circuito chiuso, la produzione globale di celle continuerà a fare molto affidamento sulle materie prime estratte per soddisfare la crescente domanda a breve e medio termine”, scrive la multinazionale di Elon Musk.

Nel documento viene anche svelata la lista delle 12 aziende che riforniscono Tesla sul fronte batterie. Tra queste, c’è Vale, un gruppo minerario brasiliano che ha dichiarato di aver firmato un accordo di lungo termine per la fornitura di nichel di Classe 1. Si tratta di un nichel proveniente da depositi di solfuri che si estrae con metodi meno impattanti sull’ambiente. Inoltre, Tesla sta lavorando a uno specifico accumulatore che riduce drasticamente l’utilizzo del cobalto. 

Novità importanti, ma non abbastanza da rendere sostenibile l’intero sistema: “Le composizioni chimiche degli elettrodi e la domanda complessiva di minerali e prodotti chimici per la produzione di batterie è in continua evoluzione e Tesla e la catena di approvvigionamento richiederanno quantità significative di litio, nichel, cobalto, manganese, ferro, fosfati e molte altre materie prime per il prossimo futuro”, si specifica nel report.

Da una parte l’impatto ambientale costituisce un ostacolo al decollo di questo settore, dall’altra, proprio l’incremento delle vendite può rendere il mercato delle auto elettriche più sostenibile, grazie ai superlativi risultati ottenuti in fase di riciclo. 

L’aumento degli operatori nel campo, come Italvolt, ambizioso progetto di Gigafactory che opererà in Italia dal 2024, è sicuramente un tassello fondamentale per l’evoluzione della tecnologia e l’espansione del mercato.

di Giovanni Palmisano

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