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Il down dei social di Zuck manda in tilt i giovani

Twitter e Tik Tok, presi d’assalto dopo il blackout di Facebook e Instagram, soprattutto da giovani frustrati per lo stop forzato con i propri followers. Perché senza social non ci sanno stare, nemmeno per poche ore.

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7 ore senza social network. 

 A qualcuno la “disintossicazione” da social non è costata niente. Ad altri sì.

Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook, durante il crollo dei server ha perso circa 6 miliardi di dollari. Le azioni sono crollate del 5%, che si sommano a quelle de 15% di inizio settembre. Dal mese scorso Zuckerberg ha visto il suo patrimonio crollare di circa 19 miliardi di dollari.

Alcuni informatori segreti dell’azienda di Menlo Park hanno deciso di svelare alcune informazioni che da tempo erano segrete: Facebook è a conoscenza del fatto che Instagram provochi problemi alla salute mentale degli adolescenti.

Una ragazza su tre ha problemi di percezione del proprio corpo e non riesce ad accettarsi per come è, mentre altro studi riferiscono che il social provoca ansia e depressione.

In tutto ciò Facebook è a conoscenza di questi problemi, ma non reagisce per cercare di porre un rimedio.

Non esiste solo il caso di Anastasia Vlasova, la giovane ragazza ucraina di soli 18 anni che ha sviluppato un disturbo alimentare e, per colpa di Instagram, è stata costretta ad andare dal terapeuta. 

Aprire la piattaforma e vedere corpi perfetti provoca una mancanza di autostima, ma il problema è che questo disturbo sta diventando sempre più comune fra gli adolescenti.

Una diapositiva di questo studio top secret affermava infatti che il 32% delle ragazze adolescenti si fa condizionare da Instagram quando si sentono male con il proprio corpo e che addirittura in alcuni si manifestano pensieri suicidi e desideri di uccidersi su Instagram. 

L’infelicità dei ragazzi aumenta all’aumentare del tempo passato sui social network.

E quando i social network non funzionano cosa succede?

Non è una esagerazione quando si dice che in quelle 7 ore di black out dei social network, per molte persone è come se si fosse fermato il mondo.

Pur di tenere il telefono in mano e avere contatti esterni, tutti si sono automaticamente spostati su Telegram e Twitter, riempiendo di tweet gli hashtag #instagramdown #facebookdown #whatsappdown 

Molti influencer hanno anche postato video su Tik Tok per cercare di mantenere il contatto con i propri followers.

La furia, i pianti e la frustrazione dei ragazzini nei commenti dei video fanno quasi paura, perché è come se avessero necessariamente bisogno di scrollare il feed di Instagram e di mandare messaggi.

Siamo ossessionati nel vedere cosa fanno o dicono gli altri, che nel 90% delle volte non ci interessa nemmeno più di tanto. Ma l’avere tutto sotto controllo ci fa sentire più tranquilli.

È un loop continuo da cui difficilmente si verrà fuori: siamo infelici a guardare la vita degli altri, e siamo pieni di rabbia quando non possiamo farlo. I social stanno rovinando le generazioni molto più di quello che si pensi. Ne siamo davvero dipendenti, è quando i server sono down la situazione per molti è preoccupante.

Come sarebbe la vita di molti giovani, se i social network non fossero mai stati inventati?

 

di Marta Melarato

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