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Internet dà i numeri e ti tiene i conti

Esistono siti che forniscono dati statistici in tempo reale per diversi argomenti. Continua la più che prevista marcia verso la sovrapposizione o, meglio, sostituzione del mondo della mediazione e interlocuzione fisica con quella dei bit.
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Internet dà i numeri e ti tiene i conti

Esistono siti che forniscono dati statistici in tempo reale per diversi argomenti. Continua la più che prevista marcia verso la sovrapposizione o, meglio, sostituzione del mondo della mediazione e interlocuzione fisica con quella dei bit.
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Esistono siti che forniscono dati statistici in tempo reale per diversi argomenti. Continua la più che prevista marcia verso la sovrapposizione o, meglio, sostituzione del mondo della mediazione e interlocuzione fisica con quella dei bit.
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Esistono siti che forniscono dati statistici in tempo reale per diversi argomenti. Continua la più che prevista marcia verso la sovrapposizione o, meglio, sostituzione del mondo della mediazione e interlocuzione fisica con quella dei bit.
“World-o-meter” sintetizza nella sua home page il mondo intero con 63 contatori frenetici che aggiornano ogni decimo di secondo su qual è oggi la spesa mondiale dei governi in armamenti, quante biciclette sono state prodotte quest’anno, quanti ettari sono stati erosi dalle coste dei cinque Continenti, quanti sono gli umani in sovrappeso (1,722 mld), quanti soffrono la fame (858 mln) e, ovviamente, quanti sono gli utenti attivi su Internet (5,205 mld). “Internet-live-stat” si accontenta di 21 contatori rollanti, ma tutti a proposito di Internet e dintorni, con 6,6 miliardi di video visti oggi su YouTube, 3,061 miliardi di utenti Facebook e 1,927 miliardi di siti nel web e via enumerando. Ma poi c’è “Digital 2022” – la madre di tutte le statistiche sul mondo digitale connesso – che ogni inizio d’anno sforna centinaia di dati, confezionati da “We-are-social” e “Hootsuite” in collaborazione con 8 partner specializzati in statistiche sul digitale che, a loro volta, elaborano migliaia di rilevazioni nel mondo (italiani: 84,4% usano Internet, 71,6% i social). “Digital 2022” mostra, in infografiche, che i possessori di molti dispositivi digitali (dai cellulari ai pc) calano di uno/due punti percentuali nel mondo, ma aumenta vistosamente la percentuale di smart watch e apparati smart per la casa, ovvero l’intelligenza artificiale si rafforza come elemento di consumo di massa. E poi ancora: raggiunte le 6h e 58m di tempo medio mondiale giornaliero d’uso di Internet pro capite, nel 92,1% dei casi per mezzo degli smartphone; solo il 26% degli abitanti dell’Africa Centrale usa Internet mentre si sfiora il 100% per Bahrain e Kuwait; le due ragioni principali per l’uso della Rete sono trovare informazioni (soprattutto sui social) e rimanere in contatto con amici e parenti (soprattutto coi social); Internet è di gran lunga più veloce negli Emirati Arabi Uniti e in Corea del Sud; la quota maggiore di ricerche online è di Google con il 91,4%; il Paese che impiega di più le app per il riconoscimento facciale digitale è la Colombia; il Paese che usa maggiormente i video educational (70,6%) e che videogioca di più (96,4%) è le Filippine; la cantante prima in tutte le classifiche di Spotify è la diciottenne Olivia Rodrigo (è vero, i Måneskin sono al 10° posto); le criptovalute sono usate di più in Tailandia e in Nigeria; per le visite mediche online è primo al mondo il Kenia; et cetera. Dunque continua la più che prevista marcia verso la sovrapposizione o, meglio, sostituzione del mondo della mediazione e interlocuzione fisica con quella dei bit – con l’accelerazione mondiale data da due anni di lockdown ad assetti variabili – dove i negozi vanno direttamente agli acquirenti, sui loro schermi; le proprie memorie si rifugiano nelle nuvole (cioè in stuoli di computer degli oligarchi della Rete), nuove cassette di sicurezza dei valori/gioie materiali e immateriali; le socializzanti, pettegolanti e snervanti code alle Poste si liquefano in Pec; gli umani azzerano sé stessi a favore dell’altro da sé, in una sostituzione (in accelerazione da un secolo) d’ogni umanità del proprio vivere a favore di robot che insegnano ai bambini, si curano degli anziani e servono la pizza e gli hamburger, ma senza devozione. Sono gli umani che delegano ai propri avatar – doppi digitali conseguenti alle apatie del vivere – le relazioni personali e sociali, in tutti i possibili paranoici mondi paralleli, oggi detti “metaversi”. Siano essi una sfilata di moda o un concerto rock, una seduta psicoanalitica o una tombola fra amici, un’opera d’arte unica o il pagamento di un debito al gioco.   di Edoardo Fleischner

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