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La pubblicazione dei Twitter files e i due volti di Elon Musk

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La popolarità di Elon Musk è ai minimi storici. Il magnate bifronte ha voluto la pubblicazione dei “Twitter files” mentre scioglieva il Comitato per la sicurezza del social a pochi minuti da una riunione

La pubblicazione dei Twitter files e i due volti di Elon Musk

La popolarità di Elon Musk è ai minimi storici. Il magnate bifronte ha voluto la pubblicazione dei “Twitter files” mentre scioglieva il Comitato per la sicurezza del social a pochi minuti da una riunione
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La pubblicazione dei Twitter files e i due volti di Elon Musk

La popolarità di Elon Musk è ai minimi storici. Il magnate bifronte ha voluto la pubblicazione dei “Twitter files” mentre scioglieva il Comitato per la sicurezza del social a pochi minuti da una riunione
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È un Elon Musk dai due volti quello che le cronache ci raccontano in queste ultime settimane. Da quando ha messo le mani su Twitter, in particolare, il magnate sudafricano non appare più quell’invincibile filantropo capace di spaziare con successo dal mondo dei pagamenti online a quello delle auto elettriche, fino ai viaggi nello spazio. Il Musk di oggi è decisamente più goffo, costantemente incastrato tra l’immagine che vorrebbe dare di sé e quella che rivelano le sue scelte societarie. Da un lato il tutore della libertà di espressione, che ha deciso di rilevare Twitter per sottrarlo alla censura; dall’altra l’imprenditore senza scrupoli, capace di licenziare migliaia di dipendenti in pochi giorni. La pubblicazione dei cosiddetti “Twitter files” non fa eccezione. Musk ha permesso ad alcuni giornalisti indipendenti di divulgare una serie di documenti che testimoniano come, prima del suo arrivo ‘provvidenziale’, il social network avesse oscurato una serie di profili politicamente scomodi senza comunicarlo agli utenti. Contemporaneamente, però, ha dato il via a una campagna di diffamazione verso l’ex responsabile della sicurezza di Twitter, Yoel Roth, e lunedì è arrivato persino a sciogliere il Comitato per la sicurezza del social network a pochi minuti da una riunione. Quest’ultimo era un gruppo consultivo di quasi 100 organizzazioni indipendenti che dal 2016 aiutava Twitter ad arginare i contenuti a rischio legati all’incitamento all’odio, allo sfruttamento dei minori e ad altre tematiche sensibili. Non stupisce che la popolarità di Musk sia ai minimi storici: domenica scorsa, quando è intervenuto allo show del comico Dave Chappelle, mister Tesla è stato sonoramente fischiato dal pubblico. Scena prontamente filmata e caricata su Twitter da uno dei presenti, salvo poi venire misteriosamente oscurata dal social. L’ennesimo atteggiamento bifronte, che rischia di nuocere anche agli affari del magnate. Stando alle previsioni di Insider Intelligence, società specializzata in ricerche di mercato, nei prossimi due anni Twitter è destinato a perdere più di 30 milioni di utenti a causa di «problemi tecnici e della proliferazione di contenuti odiosi». Un duro colpo per le casse del social, specie in ottica pubblicitaria. Musk sta disperatamente cercando di aumentare i ricavi legati all’app – ad esempio concedendo a pagamento le spunte blu di affidabilità dei profili – ma una ulteriore fuga di inserzionisti non lo lascerebbe certo indifferente. Di Alessandro Salgarelli

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