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C’è spazio per tutti

Al via l’era del turismo spaziale. Oggi prerogativa di tasche milionarie come quelle di Branson e Bezos, arriverà il giorno in cui volare nello spazio sarà un sogno accessibile anche alle persone comuni

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A 52 anni esatti dall’allunaggio, un altro passo avanti per l’uomo: Jeff Bezos si è lanciato nello spazio.

20 luglio, data non casuale, scelta dal tycoon fondatore di Amazon per il viaggio con il razzo New Shepard della sua Blue Origin in omaggio alla storica impresa che vide il primo uomo sulla luna.

Per un totale di quattro persone d’equipaggio, ad accompagnare il miliardario fondatore di Amazon c’erano anche il fratello Mark Bezos, Wally Funk, aviatrice di 82 anni pioniera della storica Mercury 13, entrata ora nel Guinness dei primati come persona più anziana in orbita, e il diciottenne Oliver Daemen a cui invece spetta il titolo di più giovane turista dello spazio. Scelte non casuali che sottolineano come Mr Bezos non lasci mai nulla al caso.

Missione compiuta: il racconto di un viaggio che ha dell’incredibile

Il decollo del primo viaggio suborbitale con equipaggio della New Shepard è avvenuto alle ore 15.12 italiane, 12 minuti dopo il previsto.

Grazie ai suoi tre paracaduti correttamente dispiegati, il volo è poi terminato alle 15.22 con il touchdown: l’atterraggio sul deserto del Texas. Durato circa 11 minuti, le persone a bordo hanno provato per circa 4 minuti l’emozione della microgravità, la mancanza di peso provata dagli astronauti quando sono a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS). Il razzo ha raggiunto la quota di circa 107 chilometri (350 mila piedi).

I passeggeri, che hanno varcato il confine che separa l’atmosfera terrestre dallo Spazio, hanno viaggiato nella capsula con le più grandi finestre mai montate su una navicella spaziale. New Shepard, questo il nome dato in onore di Alan Shepard, primo astronauta statunitense a volare nello spazio, è stata realizzata dalla società Blue Origin di Bezos per servire il futuro mercato del turismo spaziale.

 

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Un sogno che si realizza per Jeff Bezos

Ore 15.31: si è aperto il portellone della capsula appena tornata sul suolo terrestre. Il primo a uscire è stato Jeff Bezos con addosso il famoso cappello texano, a seguire Daemen, Funk e infine il fratello Mark.

“Il giorno più bello della mia vita, tutto è stato perfetto”, queste le prime parole del magnate, orgoglioso e cosciente di essere stato il principale protagonista di un’impresa che rimarrà per sempre nella storia.

Anche la Nasa festeggia questo evento con un tweet: “Congratulazioni al team di Blue Origin per il primo volo con equipaggio umano di New Shepard! Non vediamo l’ora di fare voli futuri con a bordo ricercatori e carichi tecnologici utili, sostenuti dalla Nasa”.

 

Lo spazio a portata di tutti

Questo lo straordinario obiettivo futuro che si sono prefissati gli scienziati di tutto il mondo: i viaggi suborbitali possibili per chiunque.

Il volo di Bezos avviene pochi giorni dopo quell’11 luglio quando Richard Branson, il primo miliardario ad andare nello spazio con la sua Virgin Galactic, ha vissuto 4 minuti senza gravità a 80 km.

I prezzi ora come ora sono elevatissimi e solo in pochi si possono permettere un’esperienza del genere.

I primi biglietti per i voli Virgin Galactic sono stati venduti per la cifra di circa 250mila dollari. Non si hanno ancora informazioni riguardo quelli della Blue Origin, l’unica cosa che si sa è che uno dei 4 posti del lancio inaugurale fu inizialmente venduto all’asta per 28 milioni di dollari ma, causa l’impossibilità dell’anonimo vincitore a partecipare all’evento, è stato lasciato spazio al giovane Daemen.

Un’esperienza unica nella vita che ora appare impossibile da raggiungere ma che potrebbe diventare in futuro la quotidianità. Tutti potranno essere turisti spaziali.

 

di Filippo Messina

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