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“Affrettiamoci ad amare”: la lettera del compagno di Giorgia dopo la tragedia delle Maldive

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Nel ricordo di Giorgia e Monica, la lettera di Federico Colombo diventa un messaggio sull’amore, sul tempo e sul valore delle persone che abbiamo accanto

Maldive

“Affrettiamoci ad amare”: la lettera del compagno di Giorgia dopo la tragedia delle Maldive

Nel ricordo di Giorgia e Monica, la lettera di Federico Colombo diventa un messaggio sull’amore, sul tempo e sul valore delle persone che abbiamo accanto

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“Affrettiamoci ad amare”: la lettera del compagno di Giorgia dopo la tragedia delle Maldive

Nel ricordo di Giorgia e Monica, la lettera di Federico Colombo diventa un messaggio sull’amore, sul tempo e sul valore delle persone che abbiamo accanto

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«La vita corre veloce e non ci avvisa mai quando qualcosa sta per finire. Per questo oggi credo che vivere davvero significhi esserci: con il cuore, con l’anima, con sincerità». É una lettera piena di dolore, ma soprattutto di amore, quella  scritta da Federico Colombo, compagno di Giorgia Sommacal, una delle vittime, insieme alla madre Monica Montefalcone, della tragedia delle Maldive. Una lunga lettera con la quale il giovane ricorda la fidanzata e la mamma, «La perdita di Giorgia e Monica mi ha insegnato qualcosa che forse prima non riuscivo davvero a capire: niente nella vita è scontato.

Siamo così abituati alla presenza delle persone, ai gesti quotidiani, alle parole dette distrattamente, che spesso ci dimentichiamo del loro vero valore». Un lutto improvviso, una tragedia che ha sconvolto la vita di questo ragazzo di 26 anni, che ha descritto la fidanzata come una ragazza con “una luce particolare e una dolcezza che non si può spiegare”. «Ho imparato – scrive – che bisogna ringraziare di più per il presente, perché è l’unica cosa che abbiamo davvero. Bisogna vivere senza aspettare sempre il momento giusto, senza rimandare ciò che ci rende felici. Dovremmo avere il coraggio di amare di più, di dire quello che sentiamo, di abbracciare forte le persone a cui vogliamo bene e di goderci ogni attimo, anche quelli che sembrano banali o stupidi. Perché spesso sono proprio quei momenti a diventare i ricordi più preziosi». 

«Ci dobbiamo affrettare – prosegue ancora – affrettiamoci ad amare, noi amiamo sempre troppo poco e troppo tardi, affrettiamoci ad amare, perché al tramonto della vita saremo giudicati sull’amore, perché non esiste amore sprecato e perché non esiste un’emozione più grande di sentire quando siamo innamorati che la nostra vita dipende totalmente da un’altra persona, che non bastiamo a noi stessi». Vivere, scrive «Significa ridere senza paura, emozionarsi, fare follie, creare ricordi, perdonare, lasciare andare ciò che pesa e tenersi stretto ciò che conta davvero. La vita è un dono fragile e immenso allo stesso tempo». Vivere e amare, dice Federico, perché nell’amore c’è il significato di tutte le cose, la felicità. E conclude: «Giorgia e Monica sono la nostra felicità».

Di Annalisa Grandi

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