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Una storia inaccettabile. Un dolore assurdo. Un reality vergognoso

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Mercoledì pomeriggio è arrivata quella che appare una tragica presa d’atto ai danni del povero bambino cardiopatico di Napoli, cui è stato trapiantato un cuore danneggiato dalle pessime e non professionali condizioni di trasporto dell’organo

Bambino

Una storia inaccettabile. Un dolore assurdo. Un reality vergognoso

Mercoledì pomeriggio è arrivata quella che appare una tragica presa d’atto ai danni del povero bambino cardiopatico di Napoli, cui è stato trapiantato un cuore danneggiato dalle pessime e non professionali condizioni di trasporto dell’organo

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Una storia inaccettabile. Un dolore assurdo. Un reality vergognoso

Mercoledì pomeriggio è arrivata quella che appare una tragica presa d’atto ai danni del povero bambino cardiopatico di Napoli, cui è stato trapiantato un cuore danneggiato dalle pessime e non professionali condizioni di trasporto dell’organo

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Ne scriviamo con pudore e una certa vergogna. Ieri pomeriggio è arrivata quella che appare una tragica presa d’atto ai danni del povero bambino cardiopatico di Napoli, cui è stato trapiantato un cuore danneggiato dalle pessime e non professionali condizioni di trasporto dell’organo.

Non è possibile procedere a un nuovo trapianto, la conclusione dei medici chiamati a esprimersi sulla possibilità di procedere a un ulteriore intervento.

Un esito calato come una doccia gelata su tutti, dopo il raggio di speranza che si era acceso l’altro ieri in attesa dell’ulteriore e (forse) ultimo consulto.

L’unica cosa saggia sarebbe starsene zitti e lasciar fare il proprio lavoro a chi dovrà capire come sia stato possibile commettere una simile catena di disastrosi e sconfortanti errori.

Un’inaccettabile e vergognosa défaillance operativa.

Mentre rivolgiamo un pensiero al bambino e alla sua famiglia, ripensiamo a chi in questi giorni ha raccontato questa vicenda dolorosissima come fosse un reality sanitario.

L’altro ieri sera abbiamo assistito in Tv a uno spettacolo inverecondo, con una compagnia di giro al capezzale del piccolo.

Una mancanza di rispetto indecente, prova che in tempi affamati di un’informazione secondo per secondo, siamo pronti a dimenticare anche umanità e decenza sull’altare di uno scoop. Pure sbagliato, purtroppo.

di Fulvio Giuliani

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