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Caso Ricina, figlia sotto la lente di ingrandimento

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Caso Ricina: le indagini degli inquirenti si concentrano sul cellulare di Alice Di Vita, figlia e sorella delle due donne morte nei giorni dopo Natale per avvelenamento da ricina

Caso Ricina

Caso Ricina, figlia sotto la lente di ingrandimento

Caso Ricina: le indagini degli inquirenti si concentrano sul cellulare di Alice Di Vita, figlia e sorella delle due donne morte nei giorni dopo Natale per avvelenamento da ricina

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Caso Ricina, figlia sotto la lente di ingrandimento

Caso Ricina: le indagini degli inquirenti si concentrano sul cellulare di Alice Di Vita, figlia e sorella delle due donne morte nei giorni dopo Natale per avvelenamento da ricina

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Si concentrano sul cellulare di Alice Di Vita, figlia e sorella delle due donne morte nei giorni dopo Natale per avvelenamento da ricina, le indagini degli inquirenti che stanno cercando di capire chi abbia ucciso le due. Il telefono non è stato sequestrato perché la ragazza rimane parte offesa ma ne è stato analizzato il contenuto, i contatti e le chat. Risulta che nel telefono della giovane siano stati annotati i pasti della famiglia dal 22 al 25 dicembre. Ci si concentra anche su una decina di persone che proprio in quei giorni avrebbero avuto contatti serrati con la ragazza.

Si scava, si cerca di capire, mentre è arrivata la conferma che la mamma e la sorella di Alice sono morte per “grave intossicazione da ricina”. Chi le voleva morte? Si indaga anche sulla vita sentimentale del padre, ex sindaco di Pietracatella ed ex consigliere regionale. Insomma a quello che sembra è nel cerchio della famiglia che gli inquirenti per il momento stanno puntando, mentre dovrebbe essere interrogata per la terza volta la cugina.

Sono stati iscritti nel frattempo nel registro degli indagati cinque medici dell’ospedale di Campobasso per omicidio colposo perché avrebbero di fatto sbagliato la diagnosi sulle due donne, scambiando una intossicazione alimentare per quello che in realtà era invece un grave avvelenamento.

Indagini serrate, che sembrano aver avuto in questi giorni un’accelerata, si cerca di recuperare di fatto il tempo perso nei mesi scorsi, prima che si scoprisse appunto quello che era successo alle due donne e che si trattava a tutti gli effetti di un omicidio volontario. Un omicidio per cui ad oggi non c’è ancora nessun colpevole.

Di Annalisa Grandi

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