Crans-Montana, alle famiglie dei giovani italiani che sono stati ricoverati in Svizzera arrivano le fatture degli ospedali: “75mila euro per 15 ore”
Alle famiglie dei giovani italiani che sono stati ricoverati negli ospedali svizzeri dopo essere stati (anche gravemente) feriti a causa dell’incendio di capodanno nel locale “Le Constellation” di Crans-Montana (Svizzera) sono arrivate le fatture con scritti i costi delle cure per i loro figli
Crans-Montana, alle famiglie dei giovani italiani che sono stati ricoverati in Svizzera arrivano le fatture degli ospedali: “75mila euro per 15 ore”
Alle famiglie dei giovani italiani che sono stati ricoverati negli ospedali svizzeri dopo essere stati (anche gravemente) feriti a causa dell’incendio di capodanno nel locale “Le Constellation” di Crans-Montana (Svizzera) sono arrivate le fatture con scritti i costi delle cure per i loro figli
Crans-Montana, alle famiglie dei giovani italiani che sono stati ricoverati in Svizzera arrivano le fatture degli ospedali: “75mila euro per 15 ore”
Alle famiglie dei giovani italiani che sono stati ricoverati negli ospedali svizzeri dopo essere stati (anche gravemente) feriti a causa dell’incendio di capodanno nel locale “Le Constellation” di Crans-Montana (Svizzera) sono arrivate le fatture con scritti i costi delle cure per i loro figli
C’è chi dice che si tratti di “un atto dovuto”; c’è chi sostiene che sia stato “un errore”; e chi afferma che “si sarebbe potuto evitare”.
Fatto sta che alle famiglie dei giovani italiani che sono stati ricoverati negli ospedali svizzeri dopo essere stati (anche gravemente) feriti a causa dell’incendio di capodanno nel locale “Le Constellation” di Crans-Montana (Svizzera) sono arrivate le fatture con scritti i costi delle cure per i loro figli.
Secondo le informazioni a disposizione, i conti vanno da 17mila fino a “75mila euro per 15 ore” (come rivelano i familiari del 16enne Manfredi Marcucci).
Migliaia di euro anche per poche ore di ricovero, prima del successivo trasporto d’urgenza in elicottero all’ospedale Niguarda di Milano.
Sono le cifre che le famiglie dei ragazzi rimasti feriti hanno potuto – e dovuto – leggere nelle e-mail inviate loro dalle strutture elvetiche.
Nelle fatture viene precisato che non è necessario pagare tali somme.
Ma già il solo fatto di averle ricevute ha suscitato molto dispiacere ai genitori dei giovani pazienti che ancora oggi sono alle prese con il (lungo) percorso di recupero dopo i danni subiti.
Crans-Montana, gli ospedali svizzeri inviano le fatture alle famiglie dei giovani italiani che sono stati ricoverati. Bertolaso, l’assessore al Welfare della Regione Lombardia: “Atti dovuti”
“Sono atti dovuti, delle certificazioni che gli ospedali devono fare per coprire il loro bilancio e giustificare ai loro contabili”, spiega Guido Bertolaso, l’assessore al Welfare della Regione Lombardia.
Bertolaso prosegue: “È chiaro che non esiste che nessuno debba sborsare un solo euro per quello che è successo“.
Cornado, l’ambasciatore italiano a Berna: “Un errore”
Gian Lorenzo Cornado, l’ambasciatore italiano a Berna, al “Corriere della Sera” spiega di aver parlato con Mathias Reynard, il presidente del Canton Vallese. E afferma: “Il presidente mi ha subito assicurato che l’invio di quella fattura è frutto di un errore. E dice che assolutamente nulla è dovuto dai familiari dei ragazzi feriti”.
Crans-Montana, l’avvocato di alcune famiglie italiane Radice: “L’invio delle fatture poteva essere evitato”
Si fa portavoce delle famiglie dei giovani italiani l’avvocato Domenico Radice. All’Ansa dichiara: “In linea generale riteniamo che le spese debbano essere a carico delle autorità svizzere, anche considerate le presunte responsabilità pubbliche finora emerse. E proprio per questo l’invio delle fatture poteva essere evitato“.
di Filippo Messina
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