Skip to main content
Scarica e leggi gratis su app

Le telecamere senza pietà

|

La mamma di Domenico è lì, davanti all’ennesima telecamera, per una personale ansia di verità e giustizia che nessuno ha il diritto di contestare. La domanda e i dubbi inseguono chi invece sorregge quella telecamera, chi pensa che la strategia della lacrima sia sempre giustificabile

Domenico

Le telecamere senza pietà

La mamma di Domenico è lì, davanti all’ennesima telecamera, per una personale ansia di verità e giustizia che nessuno ha il diritto di contestare. La domanda e i dubbi inseguono chi invece sorregge quella telecamera, chi pensa che la strategia della lacrima sia sempre giustificabile

|

Le telecamere senza pietà

La mamma di Domenico è lì, davanti all’ennesima telecamera, per una personale ansia di verità e giustizia che nessuno ha il diritto di contestare. La domanda e i dubbi inseguono chi invece sorregge quella telecamera, chi pensa che la strategia della lacrima sia sempre giustificabile

|

L’inquadratura che domenica si stringe progressivamente sugli occhi, a cercare quelle lacrime che arriveranno. Lo sanno tutti, perché è inevitabile quando si ripercorre – per la millesima volta – quell’assurdo e inconcepibile incubo che ha portato alla scomparsa del figlioletto di due anni.

La mamma di Domenico è lì davanti all’ennesima telecamera per una personale ansia di verità e giustizia che nessuno ha il diritto di contestare.

La domanda e i dubbi inseguono – eccome – chi sorregge quella telecamera, chi pensa che la strategia della lacrima sia comprensibile e giustificabile in ogni caso. Magari che si faccia persino un buon servizio al giornalismo, alla memoria del bambino, al destino delle donazioni per i trapianti.

In realtà, si sta solo combattendo la quotidiana battaglia dello share, della palma di più visto-ascoltato-condiviso.

Certo, si dirà, è sempre stato così: la stampa dalla notte dei tempi ha inseguito il dolore e la sofferenza e il pubblico ne è stato affamato ben prima dell’era social e dell’informazione H24.

Oggi, però, mentre tutto è più bulimico e invasivo, potremmo fare scelte diverse.

Cominciando a rispettare di più quel silenzio finito così fuori moda. Ci riferiamo a ciascuno di noi, alle preferenze di chi si mette davanti alla Tv o naviga il mare magnum dei social. Non accadrà, ma sperarlo resta coerente con il nostro pensiero.

di Fulvio Giuliani

La Ragione è anche su WhatsApp. Entra nel nostro canale per non perderti nulla!

Leggi anche

12 Maggio 2026
Andrea Sempio è stato sentito a Roma dagli psicologi per una perizia che servirà ai suoi difensori…
12 Maggio 2026
Stefano Addeo, il docente 61enne che aveva augurato la morte alla figlia della presidente del Cons…
12 Maggio 2026
A Prato un ragazzo di 23 anni si trova in fin di vita poiché ha difeso una collega da due persone…
12 Maggio 2026
La “sfida” è avvenuta a Palagonia (Sicilia). Fra soldi, potere e rispetto: la rete di corse clande…

Iscriviti alla newsletter de
La Ragione

Il meglio della settimana, scelto dalla redazione: articoli, video e podcast per rimanere sempre informato.

    LEGGI GRATIS La Ragione

    GUARDA i nostri video

    ASCOLTA i nostri podcast

    REGISTRATI / ACCEDI