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Ecologisti all’assalto e danni paradossali

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Gli ecologisti all’assalto di monumenti non ci impressionano, ma ci preoccupano per le conseguenze paradossali che possono generare
ecologisti

Ecologisti all’assalto e danni paradossali

Gli ecologisti all’assalto di monumenti non ci impressionano, ma ci preoccupano per le conseguenze paradossali che possono generare
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Ecologisti all’assalto e danni paradossali

Gli ecologisti all’assalto di monumenti non ci impressionano, ma ci preoccupano per le conseguenze paradossali che possono generare
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Certe forme di protesta spettacolari, rumorose (secondo alcuni chiassose e stop), il nudo in strada, il provocare l’intervento delle forze dell’ordine per farsi trascinare di peso a favore di telecamera sono tutte cose che non hanno certo inventato gli ecologisti all’assalto delle opere d’arte. Per quanto riguarda l’Italia, è un fenomeno di importazione, che indubbiamente è riuscito nell’intento di fare quanto più rumore possibile, scegliendo target di forte valore simbolico come Palazzo Vecchio a Firenze o la Fontana di Trevi a Roma. Show altamente instagrammabili a parte, resterebbero la sostanza della protesta e una domanda da porsi: questi metodi aiutano la formazione di una coscienza autenticamente ambientalista nel Paese o la rallentano? Perché di questo stiamo parlando, se vogliamo andare oltre l’oggettivo cattivo gusto di versarsi fango addosso, mentre tanti coetanei armati di pala e ramazza il fango vero lo stanno spalando dalle zone alluvionate della Romagna. Permetteteci di avanzare molti dubbi sull’esito finale di queste azioni: il senso di repulsione, il fastidio anche solo per la parodia di vandalismo messa in scena pur di avere il massimo dell’attenzione possibile sono lì davanti ai nostri occhi. Non fra pericolosi reazionari, ma fra tantissima gente attenta ai destini del pianeta. Le scene di Firenze e Roma sono oggettivamente intollerabili per chiunque abbia a cuore i nostri tesori storico artistici e – opinione che offriamo alla vostra valutazione – finiscono per esacerbare gli animi di quella non piccola parte di cittadini (e politici) che già vive gli appelli e le norme a sfondo ecologista con crescente fastidio. Come obblighi e regole pesanti e invadenti. Azioni del genere forniscono loro la perfetta scusa per poter dire che i paladini dell’ambiente sono tutti in realtà solo dei gran rompiscatole e perditempo. Una semplificazione ridicola, ma tremendamente efficace davanti a certi spettacoli. La difesa dell’unico pianeta a nostra disposizione non può diventare un ordalia ideologica da “o con me o contro di me“. Proprio perché la barca è una e di alternative praticabili non ne abbiamo, la sensibilità ambientalista deve diventare patrimonio comune. Se la si vuole indirizzare a risultati concreti. Altrimenti resterà solo un’altra delle tante faglie attorno alle quali la nostra società ama dividersi e azzuffarsi. Gli attivisti all’assalto di monumenti e quadri non ci spaventano e ci impressionano ancor meno, ma ci preoccupano molto per le conseguenze paradossali che possono generare. Un bel guaio per l’ambiente. di Fulvio Giuliani 

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