Gang latinos, il ritorno dell’incubo a Milano: l’ombra della MS13 dietro l’omicidio del 22enne a Certosa
Esiste una criminalità giovanile violenta, quella protagonista dell’omicidio avvenuto qualche sera fa alla stazione di Milano Certosa
Gang latinos, il ritorno dell’incubo a Milano: l’ombra della MS13 dietro l’omicidio del 22enne a Certosa
Esiste una criminalità giovanile violenta, quella protagonista dell’omicidio avvenuto qualche sera fa alla stazione di Milano Certosa
Gang latinos, il ritorno dell’incubo a Milano: l’ombra della MS13 dietro l’omicidio del 22enne a Certosa
Esiste una criminalità giovanile violenta, quella protagonista dell’omicidio avvenuto qualche sera fa alla stazione di Milano Certosa
È un fenomeno di cui si parla molto meno rispetto a quello dei cosiddetti maranza. Ma esiste una criminalità giovanile altrettanto violenta, quella protagonista dell’omicidio avvenuto qualche sera fa alla stazione di Milano Certosa. É quella delle gang dei latinos, che in alcune zone della città si muovono come se fossero i veri padroni del territorio.
Ci sarebbe proprio questo, la volontà di ribadire la propria supremazia in quella zona, dietro la rissa e l’accoltellamento che hanno portato alla morte del 22enne Gianluca Ibarra Silvera, nato in Italia da una famiglia originaria dell’Ecuador. Il padre del ragazzo avrebbe riconosciuto chi ha ucciso il figlio, sarebbe il capo della gang “MS13”, ovvero Mara Salvatrucha 13.
A distinguerli, a renderli riconoscibili, almeno per chi conosce il fenomeno, sono i tatuaggi, segno di appartenenza all’una o all’altra banda, a una o all’altra “pandilla”, così come si chiamano. Spesso a volto coperto, giovanissimi, alcuni anche minorenni, si uniscono a queste bande che da oltre vent’anni imperversano anche a Milano, in particolare, anche se dopo alcune operazioni di polizia si pensava che il fenomeno si fosse ridimensionato.
Quello che è successo invece a Milano Certosa, non solo per il racconto del padre della vittima ma anche secondo la pista che stanno seguendo gli inquirenti, riporterebbe proprio a un vero agguato organizzato secondo le modalità di queste gang. Sono almeno quattro quelle attive a Milano, ciascuna ovviamente in una zona diversa, in principio erano stati i Latin Kings, nel 2023 l’ultima operazione con l’arresto di nove di loro e l’accusa, tra le altre, anche di associazione a delinquere.
Tutte violentissime, quella che potrebbe essere responsabile della morte del 22enne si distingue appunto per il tatuaggio che ne riporta il nome, le lettere “Sur” che significano sureño o meridionale, le corna del diavolo. Nel 2015 questa gang si è resa responsabile dell’aggressione a colpi di machete a un capotreno di Trenord, a cui è stato tranciato di netto un braccio.
Ma i regolamenti di conti non mancano neanche all’interno della stessa banda visto che alcuni anni fa lo storico leader di questa gang era stato trovato morto, pare ucciso da altri componenti di MS13. Un fenomeno che sembra parlarci di altre nazioni, un fenomeno che siamo soliti associare a altre realtà lontane da noi e che invece preoccupa anche in Italia. E questo episodio non deve essere circoscritto a un solo fatto di cronaca, perché è l’ennesima dimostrazione di una violenza che sembra essere sempre più radicata e sempre più senza freni.
Di Annalisa Grandi
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