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Ilaria Salis e la perquisizione in hotel a Roma. La questura: “Controlli di routine”

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Scoppia la polemica politica dopo un controllo preventivo nella stanza d’albergo di Ilaria Salis a Roma. La questura ribadisce che l’intervento non c’entra nulla con la manifestazione prevista oggi nella Capitale

Ilaria Salis

Ilaria Salis e la perquisizione in hotel a Roma. La questura: “Controlli di routine”

Scoppia la polemica politica dopo un controllo preventivo nella stanza d’albergo di Ilaria Salis a Roma. La questura ribadisce che l’intervento non c’entra nulla con la manifestazione prevista oggi nella Capitale

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Ilaria Salis e la perquisizione in hotel a Roma. La questura: “Controlli di routine”

Scoppia la polemica politica dopo un controllo preventivo nella stanza d’albergo di Ilaria Salis a Roma. La questura ribadisce che l’intervento non c’entra nulla con la manifestazione prevista oggi nella Capitale

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Questa mattina all’alba la polizia si è presentata nella stanza d’albergo di Ilaria Salis a Roma per un controllo preventivo. “A quanto pare, effetto Decreto Sicurezza”, ha scritto in un post l’europarlamentare di Avs, che denuncia il controllo avvenuto nei suoi confronti da parte degli agenti del commissariato di zona.

Secondo la questura, si tratterebbe di un controllo di routine dopo che era scattato l’allarme “web alloggiati” sull’ospite della struttura ricettiva per motivi ancora da accertare, ma che derivano da un provvedimento segnalato dall’estero. Sempre secondo la questura, l’intervento sarebbe durato 15 minuti, un’azione che non c’entrerebbe nulla con il corteo previsto per oggi, né con il decreto sicurezza.

Immediata la polemica politica. Secondo Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni (Avs), si sarebbe trattato di un “controllo preventivo”: “Si tratta di una vicenda di una gravità inaudita – hanno dichiarato i deputati -, ancora peggiore perché avvenuta a poche ore dalla grande manifestazione di oggi pomeriggio. Non siamo ancora diventati l’Ungheria di Orban e non intendiamo diventarlo”. “Su questa vicenda – concludono Bonelli e Fratoianni – pretendiamo parole di chiarezza dal Ministro Piantedosi”.

“In merito al controllo – sottolineano ancora dalla questura – si precisa che la predetta attività origina, quale atto dovuto, da una segnalazione proveniente da un paese terzo del panorama europeo, che non consente margine di discrezionalità negli adempimenti richiesti alle autorità italiane”.

Di Claudia Burgio

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