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“Magnifica Humanitas”, la prima enciclica di Papa Leone XIV: “Rimanere umani nell’era dell’intelligenza artificiale”

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“Magnifica Humanitas”, la prima enciclica del Pontefice dedicata all’intelligenza artificiale

enciclica

“Magnifica Humanitas”, la prima enciclica di Papa Leone XIV: “Rimanere umani nell’era dell’intelligenza artificiale”

“Magnifica Humanitas”, la prima enciclica del Pontefice dedicata all’intelligenza artificiale

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“Magnifica Humanitas”, la prima enciclica di Papa Leone XIV: “Rimanere umani nell’era dell’intelligenza artificiale”

“Magnifica Humanitas”, la prima enciclica del Pontefice dedicata all’intelligenza artificiale

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Nel tempo dell’intelligenza artificiale la sfida è una sola: rimanere umani. È il filo conduttore di Magnifica Humanitas, la prima enciclica di Papa Leone XIV, firmata il 15 maggio presso San Pietro. Un testo di 231 pagine, articolato in cinque capitoli, con cui il Pontefice affronta il rapporto tra progresso tecnologico, dignità della persona e Dottrina sociale della Chiesa.

L’avvertimento è netto: l’epoca dell’IA rischia di generare nuove forme di disumanizzazione, mettendo in ombra il valore della persona. Da qui il richiamo a “restare profondamente umani, custodendo con amore quella magnifica umanità che ci è stata donata e mostrata nella sua pienezza in Cristo, e che nessuna macchina potrà mai sostituire nel suo splendore”.

Nell’introduzione Leone XIV descrive l’umanità di fronte a un bivio: «La magnifica umanità creata da Dio si trova oggi di fronte ad una scelta decisiva: innalzare una nuova torre di Babele o edificare la città dove Dio e l’umanità abitano insieme». Un’immagine che attraversa l’intero documento, nel quale il Papa invita a non trasformare il progresso tecnico in una nuova forma di dominio.

Da qui l’appello a “disarmare” l’intelligenza artificiale, sottraendola alle logiche della competizione militare, economica e cognitiva. L’obiettivo, scrive Leone XIV, è spezzare l’equivalenza tra potenza tecnologica e diritto di governare, evitando che l’uomo finisca per essere subordinato agli strumenti che lui stesso ha creato.

Per il Pontefice, il progresso autentico conserva un volto umano: “Il vero progresso nasce sempre da un cuore aperto all’altro, da un’intelligenza disponibile all’ascolto, da una volontà che cerca ciò che unisce più che ciò che separa”.

Di Camilla Parigi

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