Maldive: individuati in una grotta i corpi dei 4 sub italiani; saranno recuperati oggi e domani – IL VIDEO
Il portavoce del presidente delle Maldive: “Nell’autorizzazione mancavano i nomi di due sub coinvolti e non viene menzionata l’attività di ricerca all’interno della grotta”. Nel filmato (realizzato nel 2014) Devana Kandu, la grotta dove hanno perso la vita gli italiani
Maldive: individuati in una grotta i corpi dei 4 sub italiani; saranno recuperati oggi e domani – IL VIDEO
Il portavoce del presidente delle Maldive: “Nell’autorizzazione mancavano i nomi di due sub coinvolti e non viene menzionata l’attività di ricerca all’interno della grotta”. Nel filmato (realizzato nel 2014) Devana Kandu, la grotta dove hanno perso la vita gli italiani
Maldive: individuati in una grotta i corpi dei 4 sub italiani; saranno recuperati oggi e domani – IL VIDEO
Il portavoce del presidente delle Maldive: “Nell’autorizzazione mancavano i nomi di due sub coinvolti e non viene menzionata l’attività di ricerca all’interno della grotta”. Nel filmato (realizzato nel 2014) Devana Kandu, la grotta dove hanno perso la vita gli italiani
Il corpo del subacqueo Gianluca Benedetti, uno dei 5 italiani morti il 14 maggio durante un’immersione alle Maldive, è il primo a tornare in Italia (la sera di lunedì 18 maggio).
Secondo quanto riferito da Mohamed Hussain Shareef, il portavoce del governo di Malè, martedì e mercoledì, 2 alla volta, un team di esperti finlandesi – capaci di immergersi a profondità molto elevate – recupererà i corpi degli altri 4 nostri connazionali che si trovano ancora dentro la grotta.
Le squadre di soccorso hanno riferito che i corpi degli italiani sono stati individuati tutti nello stesso punto: si trovano in fondo a un tunnel, sul fondo del secondo ambiente.
Ricordiamo che il bilancio delle vittime di questo incidente è salito a 6 dopo che un ufficiale militare maldiviano è morto durante la ricerca dei corpi.
Le autorità delle Maldive hanno reso noto che i corpi dei quattro subacquei italiani scomparsi sono stati individuati nel terzo tratto della grotta del sito Cave Dive, nell’Atollo di Vaavu, durante le operazioni di immersione effettuate dalle squadre di soccorso.
In una nota ufficiale, il governo maldiviano ha confermato che le salme dei quattro sub dispersi «sono state rinvenute nell’ambito di un’operazione congiunta di ricerca e recupero coordinata dalla Guardia Costiera delle Forze di Difesa delle Maldive (MNDF), dalla Polizia maldiviana e da un team di subacquei esperti inviato dal Governo italiano».
Le parole del portavoce del presidente delle Maldive: “Nei documenti dell’autorizzazione mancano due nomi dei sub coinvolti. E non c’è nessuna attività di ricerca che menzioni la grotta”
Sul tragico incidente avvenuto alle Maldive, costato la vita a cinque subacquei italiani, è intervenuto il portavoce del presidente maldiviano Mohamed Muizzu, Mohamed Hussain Shareef, che in un’intervista al Corriere della Sera ha chiarito alcuni aspetti legati ai permessi ottenuti dal team italiano.
Secondo quanto riferito, nell’autorizzazione rilasciata per la ricerca marina non comparirebbero i nomi di due dei cinque sub coinvolti e non sarebbe inoltre indicata alcuna attività di immersione in grotta. «Il gruppo dell’Università di Genova svolge attività di ricerca alle Maldive da almeno quattro anni», ha spiegato Shareef. «Avevano presentato al Dipartimento di ricerca marina un progetto dedicato ai coralli molli e alla composizione delle barriere coralline maldiviane, ottenendo tutte le autorizzazioni necessarie».
Il portavoce ha precisato poi che il limite di 30 metri riguarda esclusivamente le immersioni ricreative: «I ricercatori possono richiedere immersioni a profondità maggiori e alle Maldive non esiste una normativa specifica che lo vieti». Tuttavia ha aggiunto, «la criticità principale è che si trattava di un’immersione in grotta, circostanza che, per quanto risulta, non era indicata nel progetto di ricerca presentato. Erano stati specificati gli atolli interessati, ma non i singoli siti d’immersione».
Alla domanda su eventuali conseguenze legali, Shareef ha escluso irregolarità: «Non ci sono problemi di natura legale, anche perché il team aveva già effettuato numerose immersioni nel Paese. Semplicemente, il governo non era stato informato del fatto che fosse prevista un’immersione in grotta».
Il portavoce ha inoltre spiegato che soltanto tre dei cinque subacquei risultavano ufficialmente inseriti nel team di ricerca: il biologo Federico Gualtieri, la ricercatrice Muriel Oddenino e la professoressa Monica Montefalcone. «Confermo comunque l’esistenza del permesso, valido dal 3 al 17 maggio, per sei diversi atolli, incluso quello di Vaavu. Nel documento sono riportati correttamente l’imbarcazione Duke of York e l’attrezzatura impiegata, anche se stiamo ancora verificando quale equipaggiamento fosse utilizzato durante l’immersione. Fa parte dell’indagine in corso», ha sottolineato.
Shareef ha aggiunto inoltre che, secondo un documento risalente a febbraio, l’attività di ricerca del gruppo era prevista tra gli 0 e i 50 metri di profondità. Quanto alla possibilità che i sub si siano spinti oltre, considerando che le grotte raggiungono i 60 metri, il portavoce precisa: «Stiamo ancora accertando la profondità effettivamente raggiunta. L’ingresso della grotta si trova a 47 metri».
Infine, il rappresentante del governo maldiviano ha espresso vicinanza all’Italia: «Anche per noi è stato un colpo durissimo. Tra Maldive e Italia esiste un legame speciale e la professoressa Montefalcone era una figura molto stimata, che ha dedicato molti anni della sua vita professionale alla ricerca in questo Paese».
Nel video (realizzato il 14 febbraio 2014 dai tecnici specializzati Sergey Lapkin e Vladimir Tochilov insieme a un gruppo di subacquei) Devana Kandu, la grotta dove hanno perso la vita i sub italiani.
Di Ilaria Cuzzolin
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