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Maldive, ritrovati nella grotta i corpi dei quattro italiani. Nei prossimi giorni il recupero delle salme

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Sono stati rinvenuti nella grotta i corpi dei quattro italiani morti durante un’escursione subacquea alle Maldive. Le operazioni proseguiranno nei prossimi giorni per il recupero delle salme. Il portavoce del presidente maldiviano: “Nell’autorizzazione mancavano i nomi di due sub coinvolti nè viene menzionata attività di ricerca all’interno della grotta”.

Maldive, ritrovati nella grotta i corpi dei quattro italiani. Nei prossimi giorni il recupero delle salme

Sono stati rinvenuti nella grotta i corpi dei quattro italiani morti durante un’escursione subacquea alle Maldive. Le operazioni proseguiranno nei prossimi giorni per il recupero delle salme. Il portavoce del presidente maldiviano: “Nell’autorizzazione mancavano i nomi di due sub coinvolti nè viene menzionata attività di ricerca all’interno della grotta”.

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Maldive, ritrovati nella grotta i corpi dei quattro italiani. Nei prossimi giorni il recupero delle salme

Sono stati rinvenuti nella grotta i corpi dei quattro italiani morti durante un’escursione subacquea alle Maldive. Le operazioni proseguiranno nei prossimi giorni per il recupero delle salme. Il portavoce del presidente maldiviano: “Nell’autorizzazione mancavano i nomi di due sub coinvolti nè viene menzionata attività di ricerca all’interno della grotta”.

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Le autorità delle Maldive hanno reso noto che i corpi dei quattro subacquei italiani scomparsi sono stati individuati nel terzo tratto della grotta del sito Cave Dive, nell’Atollo di Vaavu, durante le operazioni di immersione effettuate dalle squadre di soccorso.

In una nota ufficiale, il governo maldiviano ha confermato che le salme dei quattro sub dispersi «sono state rinvenute nell’ambito di un’operazione congiunta di ricerca e recupero coordinata dalla Guardia Costiera delle Forze di Difesa delle Maldive (MNDF), dalla Polizia maldiviana e da un team di subacquei esperti inviato dal Governo italiano».

Le operazioni proseguiranno anche nei prossimi giorni con ulteriori immersioni finalizzate al recupero delle salme.

LE PAROLE DEL PORTAVOCE DEL PRESIDENTE DELLE MALDIVE: “NEI DOCUMENTI DELL’AUTORIZZAZIONE MANCANO DUE NOMI DEI SUB COINVOLTI E NESSUNA ATTIVITA’ DI RICERCA CHE MENZIONI LA GROTTA”

Sul tragico incidente avvenuto alle Maldive, costato la vita a cinque subacquei italiani, è intervenuto il portavoce del presidente maldiviano Mohamed Muizzu, Mohamed Hussain Shareef, che in un’intervista al Corriere della Sera ha chiarito alcuni aspetti legati ai permessi ottenuti dal team italiano.

Secondo quanto riferito, nell’autorizzazione rilasciata per la ricerca marina non comparirebbero i nomi di due dei cinque sub coinvolti e non sarebbe inoltre indicata alcuna attività di immersione in grotta. «Il gruppo dell’Università di Genova svolge attività di ricerca alle Maldive da almeno quattro anni», ha spiegato Shareef. «Avevano presentato al Dipartimento di ricerca marina un progetto dedicato ai coralli molli e alla composizione delle barriere coralline maldiviane, ottenendo tutte le autorizzazioni necessarie».

Il portavoce ha precisato poi che il limite di 30 metri riguarda esclusivamente le immersioni ricreative: «I ricercatori possono richiedere immersioni a profondità maggiori e alle Maldive non esiste una normativa specifica che lo vieti». Tuttavia ha aggiunto, «la criticità principale è che si trattava di un’immersione in grotta, circostanza che, per quanto risulta, non era indicata nel progetto di ricerca presentato. Erano stati specificati gli atolli interessati, ma non i singoli siti d’immersione».

Alla domanda su eventuali conseguenze legali, Shareef ha escluso irregolarità: «Non ci sono problemi di natura legale, anche perché il team aveva già effettuato numerose immersioni nel Paese. Semplicemente, il governo non era stato informato del fatto che fosse prevista un’immersione in grotta».

Il portavoce ha inoltre spiegato che soltanto tre dei cinque subacquei risultavano ufficialmente inseriti nel team di ricerca: il biologo Federico Gualtieri, la ricercatrice Muriel Oddenino e la professoressa Monica Montefalcone. «Confermo comunque l’esistenza del permesso, valido dal 3 al 17 maggio, per sei diversi atolli, incluso quello di Vaavu. Nel documento sono riportati correttamente l’imbarcazione Duke of York e l’attrezzatura impiegata, anche se stiamo ancora verificando quale equipaggiamento fosse utilizzato durante l’immersione. Fa parte dell’indagine in corso», ha sottolineato.

Shareef ha aggiunto inoltre che, secondo un documento risalente a febbraio, l’attività di ricerca del gruppo era prevista tra gli 0 e i 50 metri di profondità. Quanto alla possibilità che i sub si siano spinti oltre, considerando che le grotte raggiungono i 60 metri, il portavoce precisa: «Stiamo ancora accertando la profondità effettivamente raggiunta. L’ingresso della grotta si trova a 47 metri».

Infine, il rappresentante del governo maldiviano ha espresso vicinanza all’Italia: «Anche per noi è stato un colpo durissimo. Tra Maldive e Italia esiste un legame speciale e la professoressa Montefalcone era una figura molto stimata, che ha dedicato molti anni della sua vita professionale alla ricerca in questo Paese».

Di Ilaria Cuzzolin

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