Massa Carrara, l’orrore illegibile
A Massa Carrara c’è un fatto: un uomo è morto. Le dichiarazioni dei due maggiorenni arrestati – e pure quello che riferisce l’avvocato del minorenne – lasciano stupiti
Massa Carrara, l’orrore illegibile
A Massa Carrara c’è un fatto: un uomo è morto. Le dichiarazioni dei due maggiorenni arrestati – e pure quello che riferisce l’avvocato del minorenne – lasciano stupiti
Massa Carrara, l’orrore illegibile
A Massa Carrara c’è un fatto: un uomo è morto. Le dichiarazioni dei due maggiorenni arrestati – e pure quello che riferisce l’avvocato del minorenne – lasciano stupiti
Qui c’è un fatto: un uomo è morto.
Davanti agli occhi di suo figlio di 11 anni.
E quello che sta succedendo intorno alla storia di Giacomo Bongiorni, il 47enne di Massa Carrara ucciso dal branco la notte fra sabato e domenica, è sicuramente il normale scambio di versioni fra le parti.
Certo però che le dichiarazioni dei due maggiorenni arrestati, e pure quello che riferisce l’avvocato del minorenne, lasciano abbastanza stupiti.
Il 17enne, una promessa della boxe, sostiene di aver ricevuto una testata sul naso da Bongiorni.
Però non è mai stato in ospedale, non ha riportato segni, insomma nulla.
Un 17enne di 50 chili preso a testate da un 47enne, e senza riportare un graffio.
Gli altri due, che in sostanza raccontano di aver difeso il loro amico da Bongiorni e dal cognato, quello che ha colpito il 47enne a calci anche quando era a terra che dice di averlo fatto “solo per rabbia”, non per uccidere.
Erano in tanti contro due.
È un branco che si è accanito contro due persone che evidentemente erano non solo in minoranza numerica ma anche fisica.
Il cognato di Bongiorni è stato dimesso dall’ospedale ma anche lui era rimasto ferito.
Giacomo non c’è più.
Questi ragazzi non hanno un graffio.
E tra l’altro, sono scappati, davanti a quell’uomo a terra.
Sono scappati mentre un bambino di 11 anni vedeva suo padre morire davanti ai suoi occhi.
Mentre gli teneva la mano e gli diceva “papà rialzati”.
Solo che il papà non si è più rialzato.
Per quanto sia ovvio che chi ora è accusato di omicidio volontario provi a minimizzare le proprie responsabilità sono dichiarazioni che fanno rabbia.
Certo, la verità verrà accertata dall’autopsia e dalle immagini dei filmati.
Ma qua ci sono due figli che hanno perso un padre.
Una donna che ha perso l’uomo che amava.
Due genitori distrutti dal dolore.
Una famiglia, che non si dà pace.
E poi c’è un gruppo di ragazzi, un “branco”.
Che come il branco ha agito e che ora prova a raccontare quasi di essersi dovuto difendere da quei due signori che stavano trascorrendo una serata in famiglia.
Questa è una storia orrenda, una storia difficile persino da raccontare.
E no, questi non sono “bravi ragazzi”.
E non importa se avevano bevuto, e non importa se erano sotto l’effetto di qualche sostanza.
Quello che resta, l’unica certezza è che hanno ucciso una persona.
di Annalisa Grandi
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