Napoli, modifiche alla cartella clinica del piccolo Domenico: due medici indagati anche per falso
Napoli, ci potrebbe essere una nuova svolta nelle indagini per omicidio colposo sulla morte del piccolo Domenico Caliendo: due chirurghi – dei sette medici già iscritti nel registro degli indagati – dovranno rispondere anche del reato di falso
Napoli, modifiche alla cartella clinica del piccolo Domenico: due medici indagati anche per falso
Napoli, ci potrebbe essere una nuova svolta nelle indagini per omicidio colposo sulla morte del piccolo Domenico Caliendo: due chirurghi – dei sette medici già iscritti nel registro degli indagati – dovranno rispondere anche del reato di falso
Napoli, modifiche alla cartella clinica del piccolo Domenico: due medici indagati anche per falso
Napoli, ci potrebbe essere una nuova svolta nelle indagini per omicidio colposo sulla morte del piccolo Domenico Caliendo: due chirurghi – dei sette medici già iscritti nel registro degli indagati – dovranno rispondere anche del reato di falso
Ci potrebbe essere una nuova svolta nelle indagini per omicidio colposo sulla morte del piccolo Domenico Caliendo, il bimbo che è deceduto all’ospedale Monaldi di Napoli dopo il trapianto di cuore fallito.
Secondo le informazioni, due chirurghi – dei sette medici che sono già iscritti nel registro degli indagati – dovranno rispondere anche del reato di falso.
Questo perché sarebbero infatti emerse alcune incongruenze nella cartella clinica di Domenico.
La Procura di Napoli chiede la misura interdittiva della sospensione dell’esercizio dalla professione medica.
Napoli, la morte del piccolo Domenico Caliendo. Il comunicato della Regione Campagnia: “Un quadro di criticità più grave di quanto emerso inizialmente“
Secondo quanto riferito dalla Regione Campania, per la vicenda del piccolo Domenico, “l’istruttoria condotta nelle scorse settimane dalla Direzione Generale per la Tutela della Salute ha accertato un quadro di criticità più grave di quanto inizialmente emerso”.
Si legge poi: “Protocolli di trasporto e conservazione degli organi non aggiornati, mancato utilizzo di dispositivi di conservazione disponibili in Azienda, formazione del personale inadeguata, un clima relazionale interno gravemente deteriorato e preesistente all’evento del 23 dicembre 2025, significativi ritardi nelle comunicazioni alle autorità sanitarie regionali e nazionali. L’insieme di questi elementi configura una problematicità organizzativa sistemica preesistente“.
E ancora: “Il Presidente ha quindi disposto la riattivazione del Servizio Ispettivo Sanitario regionale previsto dalla legge regionale n. 20 del 2015 dando mandato di condurre un’ispezione straordinaria sull’AORN dei Colli. La struttura ispettiva, che si avvarrà anche di professionalità esterne alla Direzione generale della Salute, avrà il mandato di verificare l’organizzazione e l’operato dell’azienda, con l’obiettivo di accertare se le condizioni che hanno reso possibile il tragico evento fossero note o conoscibili e siano state poi adottate le misure necessarie più opportune”.
di Margherita Medici
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