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Putin si nasconde anche dai suoi fedelissimi

Sono ormai infinite le voci che si susseguono sulla salute di Vladimir Putin. Secondo Boris Karpichkov, ex agente dei Servizi russi, Putin starebbe nascondendo le sue condizioni anche ai suoi stessi fedelissimi.

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«Putin ha un cancro». «Ha il morbo di Parkinson». «Ha tutti e due assieme». «Sono le malattie che gli hanno dato alla testa fin dal 2020». «Sono le medicine che prende». «Poiché le medicine non funzionano più sta provando a curarsi con un metodo di sciamani siberiani, facendo bagni con corna sanguinolente di cervo». «Potrebbe presto dover cedere temporaneamente il potere per sottoporsi a una operazione». «Potrebbe presto dover cedere il potere definitivamente». «Proprio perché sa che dovrà presto cedere il potere sta cercando di passare prima alla Storia con la riconquista dell’Ucraina».

Sono ormai una vera e propria ridda le voci che si stanno susseguendo sulla salute di un presidente russo che comunque appare stranamente assente dal video, per essere il leader di un Paese in guerra. Specie se confrontato all’iperattivismo di Zelensky o anche di sé stesso in passato quando si esibiva a ogni piè sospinto come cacciatore di tigri, sommozzatore archeologo, cavallerizzo a torso nudo, cintura nera di judo. Ma il fatto è che a suscitare sospetti sono proprio quei pochi video che lo mostrano. Ad esempio, il modo in cui tiene lontani gli interlocutori, dall’altro lato di tavoli interminabili; il tremore della mano destra, che si è visto ad esempio nell’incontro con Lukashenko; il moto delle gambe nell’altro faccia a faccia col ministro della Difesa Shoigu; un gonfiore al volto che potrebbe essere dovuto all’assunzione di steroidi.

«È un Putin sorprendentemente indebolito rispetto all’uomo che abbiamo osservato anche pochi anni fa» sostiene il professor Erik Bucy, esperto di linguaggio del corpo della Texas Tech University. «Un presidente abile non avrebbe bisogno di tenersi in piedi con una mano tesa per fare leva e non si preoccuperebbe di tenere entrambi i piedi piantati per terra».

Alle immagini si aggiungono poi le indiscrezioni. Analista politico e lui stesso ex funzionario del Cremlino, Valery Solovei sostiene ad esempio dal novembre 2020 che Putin soffra di una malattia degenerativa, per la quale avrebbe iniziato a ricevere cure dal febbraio 2021. Pure da Solovei viene la teoria del doppio male Parkinson-cancro: «La seconda diagnosi è molto, molto più pericolosa della prima in quanto il Parkinson non minaccia lo stato fisico ma limita solo le apparenze pubbliche».

Ex agente dei Servizi russi, Boris Karpichkov spiega che per salvaguardare la sua immagine di “uomo forte” Putin starebbe nascondendo le sue condizioni «non buone» anche ai suoi stessi fedelissimi. «Vede letteralmente tutti come traditori, compresi quelli all’interno dei Servizi di sicurezza e della sua cerchia ristretta. È così sospettoso e così ossessionato dalle sue idee paranoiche che ora può essere paragonato a Stalin». A parte tumore e Parkinson, secondo Karpichkov Putin starebbe soffrendo «le prime fasi della demenza. Questo è tipico delle persone anziane ed è ben noto nella sua cerchia ristretta».

di Maurizio Stefanini

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