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Sempio a Roma per perizia psicologica. I suoi legali: “Non esce più di casa. Di fatto è già ai domiciliari”

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Andrea Sempio è stato sentito a Roma dagli psicologi per una perizia che servirà ai suoi difensori per tratteggiare la sua personalità. “Il nostro assistito esce solo per andare a lavorare”. Dopo la conclusione delle indagini, la difesa ha 20 giorni per esaminare atti, depositare memorie, produrre documentazione o chiedere un interrogatorio dell’indagato

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Sempio a Roma per perizia psicologica. I suoi legali: “Non esce più di casa. Di fatto è già ai domiciliari”

Andrea Sempio è stato sentito a Roma dagli psicologi per una perizia che servirà ai suoi difensori per tratteggiare la sua personalità. “Il nostro assistito esce solo per andare a lavorare”. Dopo la conclusione delle indagini, la difesa ha 20 giorni per esaminare atti, depositare memorie, produrre documentazione o chiedere un interrogatorio dell’indagato

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Sempio a Roma per perizia psicologica. I suoi legali: “Non esce più di casa. Di fatto è già ai domiciliari”

Andrea Sempio è stato sentito a Roma dagli psicologi per una perizia che servirà ai suoi difensori per tratteggiare la sua personalità. “Il nostro assistito esce solo per andare a lavorare”. Dopo la conclusione delle indagini, la difesa ha 20 giorni per esaminare atti, depositare memorie, produrre documentazione o chiedere un interrogatorio dell’indagato

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«Come sta Andrea? È tranquillo nel limite del possibile. Era angosciato dall’arrivare qui perché sapeva di trovare questa bolgia». Con queste parole l’avvocata Angela Taccia, legale e amica di Andrea Sempio, ha parlato ai giornalisti davanti al laboratorio “Genomica” di via Arduino, a Roma, dove martedì mattina è arrivato anche il 38enne indagato nell’inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi.

Sempio si trova nella Capitale per sottoporsi a una nuova valutazione psicologica e per confrontarsi con il team difensivo. «È un ragazzo che da mesi tende a vivere chiuso in casa a parte quando va a lavorare – ha aggiunto Taccia – l‘ultima settimana l’ha passata o in studio da noi, o tumulato in casa e se esce trova i giornalisti, che fanno il loro lavoro. Quindi di fatto è già ai domiciliari, è una situazione molto difficile».

«I colloqui tra l’indagato e la nostra psicologa, psicoterapeuta e criminologa, volti a tratteggiarne la personalità, si protrarranno fino a sera» ha aggiunto l’altro avvocato di Sempio, Liborio Cataliotti. Un profilo che, secondo la difesa, «sarà utile da contrapporre o eventualmente accompagnare a quello fatto dai Racis», il Raggruppamento Carabinieri Investigazioni Scientifiche incaricato dall’accusa.

Dopo la notifica dell’avviso di conclusione delle indagini, il codice di procedura penale concede alla difesa 20 giorni per esaminare gli atti, depositare memorie, produrre documentazione o chiedere un interrogatorio dell’indagato. Per il collegio difensivo di Sempio si prospettano quindi giorni particolarmente intensi.

«Non ci sembra che sia saltata fuori la pistola fumante, come da mesi la chiamano», ha poi commentato l’avvocata riferendosi agli elementi raccolti dagli investigatori. «Finalmente abbiamo ottenuto gli audio e dobbiamo farli analizzare. Un conto è leggere dei brogliacci, un altro è sentire. E bisognerà sentire anche il consulente informatico, perché l’audio ovviamente va analizzato, ripulito dai rumori, bisogna ritrascrivere. Le intercettazioni sono molto importanti. Poi riparleremo col cliente e capiremo bene che prossimi passi possiamo valutare e fare».

Tra i documenti ora al vaglio della difesa figurano anche le conclusioni degli inquirenti sul passaggio di Sempio davanti alla villetta dei Poggi, in via Pascoli a Garlasco, poche ore dopo il delitto. Secondo la procura, quel transito non sarebbe stato casuale. L’indagato aveva raccontato di essere passato di lì dopo aver «notato la presenza di un’ambulanza e di diverse persone», circostanza riportata a verbale. Nei mesi scorsi erano inoltre riemerse alcune fotografie relative a quel momento.

Gli investigatori, richiamando anche planimetrie della zona, sostengono però che «non si capisce per quale motivo» Sempio, in auto con il padre dopo le 15, andando dall’abitazione della nonna verso casa, «avrebbe dovuto transitare all’altezza di via Pascoli», trattandosi di una strada che non rientrava nel tragitto, ma che si trovava «esattamente nella direzione opposta».

Sempre nel 2008 il giovane aveva riferito di essere «recato nuovamente in via Pascoli per curiosità verso le 16 da solo». Aveva inoltre spiegato di aver appreso da una giornalista che «era stata trovata morta una ragazza all’interno della propria abitazione» e che qualcuno tra i presenti aveva pronunciato il nome di Chiara Poggi. Successivamente sarebbe rientrato a casa per poi tornare ancora una volta in via Pascoli insieme al padre.

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